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  • Updated: Monday, January 4, 1999 at 13:30

  • THE NEWS News source:Franciscan Custody of the Holy Land
    (Christian Information Centre - Jerusalem)
    Gravi fatti nel convento di S. Giovanni ad Ain Karem

    Church of St. John
    TERRA SANCTA MONASTERY
    P.O.B. 1704
    91170 AIN KAREM
    Tel. (02) 641 36 39

    28 novembre 1998

    Con la presente rendo noto alle Autorità della Custodia i gravi fatti accaduti nel nostro convento di S. Giovanni ad Ain Karem a causa di prepotenza e incompetenza della polizia israeliana. Nella notte tra il 27 e il 28 novembre c.a. la nostra casa è stata presa d’assalto dal nostro ex-volontario arabo Boutros (Pierre) e agenti di polizia. Non solo è stata turbata la quieta della casa religiosa ma anche violato il domicilio. Infatti le suddette persone sono state viste e sentite nel nostro giardino e sotto le finestre del noviziato. Infine il Sig. Boutros e i poliziotti sono entrati nel convento, bussando alla porta del P. Superiore e chiamandolo per nome.

    Un fatto ugualmente grave è accaduto dopo il mezzogiorno di oggi. Il Sig. Boutros con figlio e due agenti di polizia israeliana in uniforme (uomo e donna) si è introdotto nella nostra proprietà. In quel momento tutta la comunità si trovava nel coro per la recita dell’Ora Media. I poliziotti, ancora una volta, hanno violato il domicilio. Gli agenti di polizia sono entrati nel convento introdotti da Sig. Boutros che sempre rifiutava di consegnare le chiavi. Questi fatti connessi con la violazione della clausura religiosa nella notte e la pretesa di dover salire al coro con le armi, fanno pensare che i religiosi francescani residenti ad Ain Karem e provenienti da tutto il mondo, sono trattati come dei terroristi.

    Proseguiamo però con la descrizione dei fatti accaduti questo sabato, 28 novembre c.a. Nel giardino del convento, dopo uno scambio di opinioni con il suddetto Sig. Boutros e suo figlio, i due “custodi dell’ordine” si sono volatilizzati. Invece il figlio di Boutros pretendeva di rimanere nella proprietà della Custodia, anche se gli è stato detto di lasciare il nostro giardino. Tutto questo è accaduto sotto gli occhi dei religiosi della comunità di S. Giovanni e nostri giovani novizi. Alla fine siamo entrati nel convento per pranzare. Tuttavia il figlio del Sig. Boutros è entrato di propria iniziativa nel refettorio per consegnare le chiavi di suo padre (sicuramente solo alcune). Questo Signore rifiutava di uscire e discuteva con il P. Vicario e Maestro dei Novizi, disturbando il nostro atto comune. Infine gli è stato detto di consegnare le chiavi di suo padre a S. Salvatore e di aspettare il prossimo appuntamento davanti al giudice. Di fronte a questi fatti restiamo perplessi. Dopo l’intervento notturno della polizia e del Sig. Boutros, temiamo per la nostra sicurezza. E’ allucinante che uno possa entrare nella nostra casa a qualsiasi ora, con assistenza e consenso delle forze d’ordine. Per chi ci ha presi la polizia israeliana? In ogni paese civile si entra suonando alla porta e non si sale dall’entrata laterale (da parte della cucina). Bisognava liberare forse qualche ostaggio o acchiappare un pericoloso delinquente? Allora perché queste dimostrazioni rocambolesche? I frati non hanno niente da nascondere. Il fatto di dare più credito ad uno che per 12 anni ha sfruttato la Custodia e il convento, e dal governo israeliano dovrebbe essere processato in quanto evasore fiscale e imbroglione, sembra dettato dalla cattiva volontà della polizia o la sua incompetenza. Non ci possiamo sentire sicuri se in molti casi dobbiamo aspettare ore e ore l’intervento della polizia e invece senza scrupoli si assale la nostra casa religiosa e terreno privato sulla base di calunnie e falsa testimonianza.

    Preghiamo la Segreteria della Custodia di redigere le lettere di protesta con l’esposizione dei fatti e indirizzarle alle Autorità israeliane competenti. Ormai la situazione ad Ain Karem è intollerabile. Ci manca la serenità necessaria per il raccoglimento e la preghiera nella casa di noviziato.

    P. Antonio Szlachta OFM
    Guardiano di S. Giovanni

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       by John Abela ofm for the Maltese Province and the Custody of the Holy Land
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