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APPELLO URGENTE DALLA TERRA SANTA

24 giugno 21001
Dal Custode di Terra Santa

To the courteous attention of all you persons who love the Holy Land.

Sorelle e Fratelli carissimi,

desidero ringraziare tutti voi per l'attenzione con la quale ci seguite e ci aiutate nelle nostre numerose attività in Terra Santa e illustrarvi brevemente la situazione e le condizioni in cui viviamo e lavoriamo.

Quest'anno la situazione politica, economica e sociale in Terra Santa, come del resto è noto, è particolarmente difficile. I Mass-Media informano quotidianamente sui gravi problemi del Paese, e non mi sembra perciò il caso di spiegare cosa succede. Posso però aggiungere che nessuno è rimasto sorpreso dallo scoppio di questa "seconda Intifada". Le tensioni tra i due popoli si trascinavano da molto tempo e si facevano sempre più visibili. Molto, troppo spesso, gli accordi tra Israele e Palestina rimanevano e rimangono senza una reale applicazione sul territorio. Questa dicotomia tra la diplomazia delle parole e la vita reale della gente ha alimentato sentimenti di esasperazione, che poi alla fine è sfociata nella rivolta di cui siamo.

Da questo conflitto si possono comunque già trarre alcune considerazioni. Mi limito a due, che credo le principali:

1. In seguito agli accordi di Oslo, non è nata un'autentica cultura di pace. Su entrambi i fronti - palestinese ed israeliano - sono rimasti i sospetti e la sfiducia reciproca. Tutti parlavano di necessità di riconciliazione, ma non si e mai passati a veri e concreti atteggiamenti di riconciliazione. Quando da una parte si grida nelle strade liberamente: "Morte agli arabi!", e dall'altra"Morte agli ebrei!", non si può poi pretendere che si formino coscienze riconciliate nelle popolazioni. In questo senso anche noi cristiani, che dovremmo essere operatori di pace poiché ci diciamo radicati in Cristo fonte e autore della pace, forse non abbiamo fatto abbastanza. Il messaggio di "Pace e Bene" di S. Francesco rimane ancora più che mai attuale.

2. Israele non ha capito la frustrazione nella popolazione palestinese, anche dal punto di vista economico. La continua espansione delle colonie ebraiche in Cisgiordania, il ritardo ormai indefinito nell'attuazione degli accordi di Oslo e successivi, e in particolare nella riconsegna dei territori, l'altissima disoccupazione tra la gioventù palestinese, la difficoltà di movimento, ecc. hanno creato una situazione di quasi totale sfiducia.

A prescindere perciò dalla relativa calma di questi ultimi giorni e dai timidi accenni di riallacciamento dei contatti, sarà necessario - se veramente si vuole iniziare a lavorare seriamente per la pace - attuare atteggiamenti concreti di pace, fondati sulla giustizia e sul rispetto ed accettazione reciproca, poiché tutti a Sua immagine e somiglianza siamo creati (cf. Gen 1, 26-27) e a tutti va data la stessa dignità.

Concretamente, ora la situazione economica per molti è grave. Nei Territori della Cisgiordania, a causa della chiusura delle vie di accesso, mancano i beni di prima necessità: gas, benzina, farina, cereali, ecc. Ma la situazione è grave anche nel resto del Paese. L'attività turistica con il suo indotto è praticamente ridotta a zero. Più di un migliaio di persone, impiegate in alberghi ed altre attività turistiche, è stato licenziato per mancanza di lavoro. A questo si aggiunge anche il quasi fallimento delle piccole attività commerciali, souvenir e simili, spesso l'unica fonte di sostentamento per intere famiglie. La maggior parte delle case di accoglienza è chiusa. Sempre a causa della chiusura dei Territori in cui si trova gran parte della mano d'opera, non si trovano operai, e molti lavori sono fermi. Allo stesso tempo, gli operai che vivono nei Territori e che lavorano in Israele, sono loro malgrado da diversi mesi senza lavoro e senza stipendio, poiché nessuno o pochi possono attraversare il confine.

Tale situazione non può non coinvolgere tutti noi presenti in questa Terra, condizionando gravemente tutte le nostre attività.

La situazione dei Santuari.
Nei Santuari della Galilea, Giaffa e Ramleh non ci sono difficoltà di circolazione. Lo stesso vale per la zona del Mar Morto e Gerusalemme, città vecchia.

Gerico resta chiusa completamente , Betania e Betlemme con accesso limitato. Alcuni gruppi sono riusciti a entrarvi senza gravi difficoltà. L'accesso viene limitato a seconda del pericolo causato dagli incidenti. Finora, in tutti i casi, nei nostri Santuari non ci sono stati pericoli o problemi per i pellegrini. L'unico, ma sicuramente il principale, è quello che dal mese di ottobre scorso i pellegrini non vengono più o solo qualche piccolo gruppo dei coraggiosi.

Tale situazione fa si che mentre nelle condizioni normali i Luoghi dove affondano le radici della nostra fede sono visitati da migliaia di persone, ora essi sono vuoti e il nostro lavoro è ridotto alla loro conservazione. Dall'altra parte, i Santuari che potevano sostenersi da soli e svolgere le attività parrocchiali ed altre inerenti al Santuario ora, senza pellegrini, necessitano di un sussidio che sempre di più viene a scarseggiare.

I pellegrini.
Come si è detto sopra, l'affluenza dei pellegrini è ridotta drasticamente. Quasi tutti gruppi hanno cancellato i loro pellegrinaggi, rimandando la visita ai Luoghi Santi a tempi migliori. Nonostante tutto qualche gruppo viene. Gli ultimi che si sono notati venivano dalla Nuova Zelanda, Slovenia, Polonia, Corea, Messico e Cile. Dall'Europa occidentale non ci sono più nemmeno le prenotazioni. La grande presenza dei pellegrini all'inizio dell'Anno Santo si è trasformata praticamente in assenza totale.



Le Case Nove.

Le nostre 4 Case Nove rimangono chiuse. A Nazareth ci sono 20 operai e 3 suore, a Tiberiade 4 operai, a Gerusalemme 35 operai e 4 suore, e a Betlemme 30 operai e 1 suora. Tutti questi operai sono dei giovani o padri di famiglie. Non possiamo lasciarli senza alcun mezzo di sostentamento. Noi continuiamo a loro pagare con il 75% della paga perché non possono e non devono essere licenziati. I cristiani non ricevono niente da nessuno. Tuttavia, è evidente che questo stato di cose non può protrarsi troppo a lungo. Il movimento dei pellegrini ricomincerà solo dopo mesi di calma e tranquillità, che francamente non ci sembrano realizzabili in tempi brevi.

Altre opere.
Le nostre quattro scuole a Gerusalemme e a Betlemme che sempre e comunque necessitano di un aiuto ordinario, ora hanno circa 1'80% dei genitori degli alunni in grande difficoltà e che contribuiscono alle spese scolastiche quando e come possono. Praticamente, oltre la metà di questa percentuale non è in grado di dare nulla. Le famiglie stesse necessitano di cibo e domandano aiuti e pacchi viveri.

Le famiglie che abitano nelle case messe a loro disposizione dalla Custodia di Terra Santa, nelle condizioni normali pagavano un affitto simbolico o a basso prezzo, ora trovano difficoltà ed alcune non contribuiscono affatto. Nonostante tutto, con l'aiuto della Provvidenza, della buona volontà di molti e soprattutto con la loro generosità, noi continuiamo a sostenere queste famiglie perché possano superare questi momenti di prova e rimanere nella Terra dove sono nati e dove, senza la loro presenza, i Luoghi Santi diventerebbero dei meri siti archeologici o musei.

Sempre per prevenire o almeno frenare una tale tragedia, oltre a quanto è stato già fatto, anche il 30 Giugno di questo anno, a Er-Ram, tra Ramallah e Gerusalemme, daremo ancora una casa a 10 famiglie. Purtroppo, un altro progetto di questo tipo con oltre 90 appartamenti, già inaugurato, se la situazione non cambia, per la sua realizzazione dovrà attendere tempi migliori.

Abbiamo bisogno di aiuti dall'esterno per evitare che almeno nelle nostre case e per le famiglie più povere vi sia un sostegno concreto. Pensate al campo profughi di Betlemme! Mi rivolgo perciò a voi, fratelli e amici, con umiltà e fiducia affinché ci aiutiate ancora una volta a sostenere per quanto possiamo i più bisognosi, nella consapevolezza che ogni volta che lo facciamo a uno solo di questi fratelli più piccoli, lo facciamo a Lui (Cf. Mt 25, 40).

A tutti e a ciascuno un fraterno saluto di Pace e Bene!

Gerusalemme, 24 giugno 2001, Solennità della Natività di S. Giovanni Battista

Fr. Giovanni Battistelli, ofm
Custode di Terra Santa

Fr. Vincenzo Ianniello,ofm
Segretario della Custodia di Terra Santa

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Created / Updated Monday, December 17, 2001 at 10:08:39 by John Abela ofm
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