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Franciscan Centre of Christian Oriental Studies

Alla vigilia ormai del cinquantesimo anniversario della fondazione del nostro Centro di Studi, siamo lieti di offrire agli appassionati e agli studiosi del mondo mediorientale cristiano un’importante e voluminosa pubblicazione: Elli A., Storia della Chiesa Copta. Il signore Alberto Elli, pur non essendo un addetto ai lavori, ha impegnato tutta la sua sorprendente cultura e il suo entusiamo per offrire un’opera che troverà senz’altro favorevole accoglienza fra i lettori di lingua italiana, ma che non potrà essere ignorata da altri ambienti culturali, che pure hanno a disposizione una più ampia bibliografia.

SOC Monographiae 12-14

12. A. Elli, Storia della Chiesa Copta, Vol. 1, L’Egitto romano-bizantino e cristiano, Cairo -Jerusalem 2003
XXXVIII- 402 pp. U.S. $ 30
Sommario: Contenuto dei Tre Volumi - Elenco delle Sigle e Abbreviazioni Presentazione - Premessa - Introduzione - Cap. 1 La nascita del Cristianesimo in Egitto - Cap. 2 Sviluppo e affermazione del Cristianesimo. Dalla fine del II secolo all’Editto di Milano - Cap. 3 Da Costantino al concilio di Calcedonia. Il periodo delle grandi dispute teologiche - Cap. 4 Nascita e sviluppo del monachesimo - Cap. 5 Da Calcedonia alla fine del regno di Giustiniano. La formazione della Chiesa Copta Monofisita - Cap. 6 Dalla morte di Giustiniano alla conquista araba. La rinascita del monofisismo egiziano. - Indice del Volume 1

13. A. Elli, Storia della Chiesa Copta, Vol. 2, L’Egitto arabo e musulmano, Cairo -Jerusalem 2003
XVI- 544 pp. U.S. $ 35
Sommario: Contenuto dei Tre Volumi - Elenco delle Sigle e Abbreviazioni - Cap. 1 Dagli Omayyadi agli Ikhshididi (661-969). Inizio delle persecuzioni - Cap. 2 Fatimidi e Ayyubidi (969-1250). Il periodo delle crociate - Cap. 3 I Mamelucchi (1250-1517) - Cap. 4 L’Egitto ottomano e la conquista francese (1517-1801) - Cap. 5 Da Muhammad Ali a Nasser. La riforma della Chiesa Copta - Cap. 6 L’Egitto moderno. Rinnovamento copto e fondamentalismo islamico - Indice del Volume 2

14. A. Elli, Storia della Chiesa Copta, Vol. 3, Appendici Bibliografia Indici, Cairo -Jerusalem 2003
XVI- 414 pp. U.S. $ 30
Sommario: Contenuto dei Tre Volumi - Elenco delle Sigle e Abbreviazioni - Appendice A Cristianesimo e paganesimo in Egitto - Appendice B Gli “altri” Copti. I Copti cattolici e i Copti Evangelici - Appendice C Liste dei patriarchi e dei sovrani - Bibliografia - Indice dei nomiti di persona - Indice dei nomi di luogo - Indice delle cose notevoli - Indice del Volume 3

PROFILO DELL'AUTORE
Alberto ELLI, nato a Giussano, Milano, l’11 febbraio 1952. Dopo gli studi secondari classici, si è laureato in Ingegneria Nucleare presso il Politecnico di Milano (1976). Ha quindi trovato lavoro presso i più importanti centri di ricerca italiani (CISE; ENEL; CESI), interessandosi in prevalenza di studi ambientali e di programmazione. Ha continuato, tuttavia, a coltivare, da autodidatta, interessi classici, in particolare nel campo delle lingue semitiche; buon conoscitore delle lingue dell’antico Egitto (sia dell’egiziano classico che del neo-egizio, nelle grafie geroglifica e ieratica, nonché del geroglifico del periodo tolemaico; ha studiato anche il demotico e il copto) ha esteso successivamente le sue conoscenze ad altre lingue: accadico, ebraico, siriaco e ge’ez; attualmente sta studiando l’arabo e il sumerico. Agli interessi linguistici ha sempre unito anche una viva passione per gli studi storici, di cui il presente libro è espressione. Da quindici anni tiene corsi di geroglifico, ebraico, accadico e copto, sia presso enti pubblici che privati. E’ autore del volumetto Guida ai Geroglifici, edito da Vallardi nel 1997 e ormai alla terza edizione.


Alberto Elli (in visita al Monastero di Anba Makar)

PRESENTAZIONE di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose

Secondo un antico adagio patristico, la vera conoscenza è resa possibile soltanto dall’amore. È così che Alberto Elli, che alle spalle non aveva studi istituzionali né di orientalistica, né di storia della chiesa, è stato in grado di compiere un vero e proprio miracolo, offrendo per la prima volta in epoca moderna una storia della chiesa copta tanto completa quanto approfondita. Solo una grande passione e un grande amore per una terra – l’Egitto – e per la sua anima cristiana – il cristianesimo copto -, gli ha potuto permettere di ritagliare tempi impensabili nel corso della sua attività professionale, nei quali documentarsi, studiare, riflettere, fino ad osare qualcosa che ai più – lo confesso, perfino al sottoscritto – sembrava un’utopia.
La storia dei copti è coestensiva con quella del cristianesimo. La fede nel Messia di Nazareth, infatti, si radicò da subito in quelle comunità giudaiche che da secoli prima di Cristo avevano contribuito a rendere Alessandria un centro unico di incontri e di ricerca culturale e religiosa. A noi monaci, poi, questa storia è particolarmente cara perché è nei deserti egiziani che ha preso vita il movimento monastico, in parte come reazione all’instaurarsi del cristianesimo costantiniano, ma soprattutto come particolare chiamata dello Spirito a beneficio della chiesa tutta. Ancora oggi, quando possiamo, ci rechiamo anche noi nei luoghi dove dall’epoca di Antonio e Paolo, di Pacomio e Macario, di Evagrio e molti altri ancora, ininterrottamente si è trasmessa fino ai nostri giorni l’arte della lotta spirituale finalizzata a una piena realizzazione dei comandamenti del Signore. Forse in nessuna chiesa è possibile palpare questo senso della continuità come nella chiesa copta: tuttora, nei monasteri di Wadi el Natrun e non solo, sembra di rivivere pari pari i racconti dei Detti dei padri del deserto, con la medesima semplicità e purezza evangeliche. Ogni monaco, parafrasando il salmo, potrebbe dire: “Ciascuno di noi è nato là” (cf. Sal 87,4).
Ma il cristianesimo egiziano non è un’antica tradizione di mero interesse archeologico, né è soltanto qualcosa che interessa unicamente i monaci e i religiosi più in generale: esso è la prova vivente della possibilità di sopravvivenza della chiesa in condizioni spesso sfavorevoli, a volte addirittura di aperta persecuzione. I copti sono per noi l’invito vivente a non affidarci a strutture e vie mondane per mantenere viva la chiesa, ma piuttosto ad affidarci all’unico tesoro che mai nessuno potrà impedirci di vivere: l’Evangelo. “Non temere piccolo gregge, perché è piaciuto al Padre vostro di darvi il suo regno” (Lc 12,32).
Vi è chi ha teorizzato, come Jean-Pierre Valognes, un destino inesorabile di morte per il cristianesimo mediorientale. Forse i dati meramente numerici e umani potrebbero suggerire che tali ipotesi nefasta non sia una vana elucubrazione. In una prospettiva credente, ad ogni modo, sia la vita che la morte delle nostre stesse comunità ecclesiali sono nelle mani del Signore, e ciò che conta è fare la sua volontà, amando sino alla fine, senza affannarsi per il proprio domani. Ciò che è stato compiuto nel segno dell’amore cristiano rimarrà comunque, come traccia indelebile nella storia. Per questo è di importanza fondamentale fare memoria della storia del cristianesimo copto, che fin dai primi secoli ha prodotto una nube luminosa di testimoni e di santi la cui luce rischiara il cammino di tutta l’ecumene cristiana. Si pensi a san Marco, Origene, Clemente Alessandrino; ai grandi patriarchi Atanasio e Cirillo, alla folta schiera di santi monaci e a quella innumerevole dei martiri copti, fino al folle in Cristo Anba Rueiss o al recente patriarca Cirillo VI e all’abate di San Macario, Matta el Meskin, tuttora vivente, alla scuola del quale, come afferma il vescovo greco-ortodosso Georges Khodr’, perfino un ortodosso calcedonese ha molto da imparare.
Ma una storia dei copti è importante anche per smentire una volta di più l’idea dominante secondo la quale la civiltà mediorientale sarebbe frutto puramente dell’islam, quasi non vi fosse stata una catena pressoché ininterrotta di grandi figure arabo-cristiane che hanno invece contribuito in maniera estremamente significativa all’identità del mondo arabo. Da anni, con saggezza, i cristiani di lingua araba hanno intrapreso questa via, alla ricerca di un difficile ma non impossibile rapporto con il mondo arabo-musulmano, con il quale essi condividono molte delle loro radici, alla ricerca di una convivialità che possa portare un giorno a far convivere, nel rispetto delle differenze, uomini di diversa fede in quelle terre.
Auspichiamo che questa Storia di Elli divenga allora uno strumento prezioso per comprendere un Medio oriente che è sulla bocca di tutti, ma che pochi hanno capito (e forse per questo preferirebbero rimuoverlo, facendo leggi più restrittive sull’immigrazione o addirittura ricorrendo alla guerra).
Da parte mia e dei miei fratelli e delle mie sorelle, che abbiamo seguito con affetto e partecipazione le fatiche dell’amico Alberto, non ci resta che ringraziare il Signore per il frutto di questa sua apparente follia: un lavoro perfettibile, certo, indubbiamente pionieristico, ma che, ne siamo certi, rimarrà a lungo e per diversi aspetti irrinunciabile.

Enzo Bianchi
priore di Bose

Bose, 10 luglio (3 abib) 2002
Memoria di san Cirillo il Grande,
patriarca di Alessandria


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Created/updated: Saturday, June 12 , 2004 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm / L. Cruciani
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