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CALENDARIO ECUMENICO

2005

disponibile in Italiano e in Arabo

Con tutte le feste delle principali religioni
presenti in Terra Santa

In ogni pagina:

Calendario
Gregoriano

Cattolici
Protestanti

Giuliano
Ortodossi
Armeni

Copto
Copti
Etiopi

Egira
Musulmani

Ebraico
Ebrei

 

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Un aiuto per meglio comprendere
il Calendario Ecumenico


GREGORIANO
(Adottato, oltre dalla Chiesa cattolica, dalle Chiese protestanti).
È un diretto discendente di quello usato dai romani dal quale discendono anche i nomi dei giorni della settimana e dei mesi che rispettivamente ricalcano, tranne qualche eccezione, i nomi delle loro divinità e della loro successione numerica.
Lo stesso nome, calendario, deriva da calendarium, il registro delle tasse, che venivano riscosse ai primi di ogni mese ossia alle calende. Queste erano dei giorni che facevano parte della tradizionale suddivisione dei mesi in calende, none e idi, periodi di nove giorni, a cui per colmare la differenza con il mese lunare ne venivano aggiunti degli altri.
Tale sistema fu usato dagli antichi romani sotto la leggendaria monarchia di Numa Pompilio fino alla riforma operata da Giulio Cesare che introdusse il sistema in uso presso gli egiziani.
Questo era basato sull’anno di 12 mesi e 365 giorni, ai quali ogni 4 anni, per colmare la differenza fra il valore intero e fittizio di 365, e quello decimale e reale di 365,25 giorni, veniva aggiunto un giorno nel mese di Febbraio, precisamente il sesto prima delle calende di Marzo, che in tal modo veniva a cadere per due volte e perciò era chiamato bisesto, da cui anno bisestile.
Il calendario fu chiamato giuliano, in onore di Giulio Cesare, a cui venne dedicato anche il mese di luglio da Julius, imitato poi da Augusto che designò con il proprio nome il mese successivo, Agosto, da Augustus. I nomi di Sabato e della Domenica sono invece di epoca successiva e derivano da shabbat, il sabato ebraico, e da Domini dies, il giorno del Signore, di provenienza cristiana.
Nonostante varie riforme, esso rimase in vigore dal 46 a.C. fino al 1582 d.C., con la differenza che se prima gli anni erano contati ab Urbe condita, dalla fondazione di Roma (avvenuta nel 753 a.C.), dal 532 d.C., con il cristianesimo trionfante sulla religione pagana dei romani, si decise di contare gli anni a partire dall’anno successivo alla nascita di Cristo. È per questo che, non esistendo l’anno zero, il terzo millennio è iniziato con il 2001 e non con il 2000 come da molti erroneamente creduto.
A lungo andare però la mancanza di un potere politico centrale e l’anarchia che si verificarono in tutta l’Europa durante il Medioevo, fecero sì che ognuno contasse i giorni secondo un proprio sistema. Se a questo aggiungiamo che 365,25 era un valore medio dell’anno solare, differente da quello reale di circa 10 minuti (365,24219), come risultato vi furono significative differenze delle date con il ciclo delle stagioni.
A tutto questo marasma pose rimedio nel 1582 papa Gregorio XIII, quando la differenza fra il tempo giuliano e quello solare ammontava ormai a 10 giorni, con una riforma che introduceva le correzioni necessarie.
Fu deciso infatti, di non considerare più bisestili gli anni centenari le cui prime due cifre non fossero divisibili per 4 e di azzerare i giorni mancanti, con la cancellazione di 10 giorni dal 4 Ottobre 1582 al 15 Ottobre dello stesso anno. Per questo motivo, si celebra il 15 Ottobre la festa di santa Teresa D'Avila, nonostante sia salita al cielo la sera dei 4 Ottobre 1582, giorno dedicato a san Francesco d’Assisi. Ecco spiegata la differenza dei 13 giorni in anticipo esistenti con il calendario giuliano. Infatti il 1700,1800,1900, nelle prime due cifre non è divisibile per 4.
Chiamato gregoriano in onore del promotore della riforma, è tuttora il calendario in vigore nella maggior parte del mondo.

GIULIANO
(In vigore per la liturgia nella Chiesa greco-ortodossa, e così pure per le feste nelle Chiese armena e copta che hanno un calendario particolare).
Bisogna comunque dire che il calendario gíuliano non scomparve del tutto. È rimasto tuttora in uso in astronomia, come numerazione progressiva dei giorni dal 4713 a.C. in poi, con l’inizio del nuovo giorno a partire da mezzogiorno del tempo universale, e senza la classica divisione in giorni, mesi, anni e secoli. Esso fu introdotto dall’astronomo J. Scaliger nel 1583, che assunse la stessa data d’inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto, ed è molto utile anche per porre a confronto date di calendari diversi.

EBRAICO
Risale all’incirca al 300 d.C. È di tipo lunisolare ed è strutturato secondo la classica suddivisione dell’anno in mesi e settimane. Essendo però il ciclo solare e quello lunare di diverso valore, esso è composto da anni alternativamente di 12 e 13 mesi, che a loro volta possono essere composti da 29 o 30 giorni, in modo tale da riallinearlo al ciclo stagionale. Ciò avviene riferendosi al ciclo di Metone, in modo tale che 19 anni corrispondano a 235 lunazioni. Gli anni sono contati a partire dal 3762 a.C., mentre l’inizio del giorno parte dal tramonto del Sole.

ISLAMICO
Esclusivamente lunare, si compone di mesi che corrispondono esattamente ad ogni lunazione e sono perciò all’incirca di 29 giorni a cui, essendo una lunazione pari a 29,5 giorni, vengono intercalati mesi di30 giorni. La data d’inizio del mese parte da quella di visibilità della prima falce lunare subito dopo la Luna nuova. Gli anni sono di dodici mesi lunari e sono contati a partire dall’Egira, 622 d.C., anno che commemora il trasferimento di Maometto dalla Mecca a Medina. Il giorno inizia dal tramonto del Sole.

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