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I CUSTODI DI TERRA SANTA
dal 1937 al 2004

REV.MONS. P. GIACINTO MARIA FACCIO OFM

REV.MO P. GIACINTO M. FACCIO O.F.M
Custode Di Terra Santa (26.01.1950 - 05.12.1955)
Della Provincia veneta di S. Antonio di Padova
(Inizio del suo governo: 11.02.1950)


La sua vita è la testimonianza che Dio, pur nel rispetto della libertà umana, interviene nella vita degli uomini. P. Giacinto sognava la Cina, i superiori da subito lo vollero indirizzare agli studi superiori per le necessità della Provincia, la guerra lo fermò in Terra Santa. In Oriente ha concluso la sua lunga vita.
A 10 anni da pochi mesi compiuti, P. Giacinto entra nel collegio di Lonigo. Vi resta fino al 1927, quando viene trasferito al convento di Barbarano di Vicenza per l’anno di noviziato che termina con la professione semplice, emessa il 18 settembre 1928. Gli studi del Ginnasio superiore li compie in diversi conventi della Provincia: Padova, Verona, Motta di Livenza. Al termine, il 28 luglio 1933 emette la professione solenne. Fu ordinato sacerdote nella chiesa di S. Ignazio, a Roma il 19 luglio 1936.
Visti i risultati scolastici i superiori lo indirizzano subito all’Antoniano di Roma, non in Cina come avrebbe desiderato, per gli studi teologici che termina nel 1939 con il titolo di Dottore in Teologia e Lettore generale in Sacra Scrittura. Difese la sua tesi di laurea summa cum laude 'De Divinitate Christi iuxta S. Paulum ad Rom. 9,5'. Inviato presso lo Studio Biblico della Flagellazione per approfondire la conoscenza biblica, vi studiò negli anni 1939 - 1940, ottenendo il diploma di lettore generale in Sacra Scrittura.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale i superiori gli chiedono di tornare in Italia. Si reca a Caifa per l’imbarco, ma qui per l’entrata in guerra dell’Italia, viene fermato dalla polizia inglese. Liberato per l’intervento di P. Eugenio Hoade è inviato per qualche giorno presso il monastero dei P. Carmelitani su Monte Carmelo e quindi accompagnato nel campo di concentramento di Emmaus, 5 ottobre 1940.
Qui nel generale tentativo di non lasciarsi sopraffare dagli eventi si organizzano lavori vari e corsi per i chierici filosofi e teologi. A P. Giacinto viene chiesto di insegnare Morale, Scrittura e Diritto canonico. Inizia così in forma ufficiosa il suo servizio in Custodia che gli sarà riconosciuto in forma ufficiale in data 7 novembre 1941, mentre i religiosi si trovavano ancora in concentramento. Nel 1943 i religiosi di Emmaus possono tornare alla vita normale dei conventi di assegnazione. P. Giacinto viene inviato a Betlemme come docente di Scrittura, Dogmatica e Mistica e maestro dei chierici; vi rimase fino all’ottobre del 1949, quando fu trasferito con gli studenti a S. Salvatore.
Dall’insegnamento viene distolto il 26 gennaio del 1950 con la nomina a Custode di Terra Santa, incarico che conserverà fino al 5 dicembre del 1955. Fu un periodo di grande attività. Le opere di costruzioni furono molte in tutta la Custodia. Qualcosa di incredibile se si pensa che si era appena usciti da una dolorosa e logorante guerra. A lui, grande devoto della Madonna, un atto rimase in modo speciale nel cuore e nella memoria, la posa della prima pietra dell’erigenda basilica di Nazaret. Questo indipendentemente dal progetto che sarà approvato.


Dopo il suo mandato

Al termine del suo laborioso mandato, dopo un breve periodo a Betfage e ad Amman, il 25 ottobre 1956 approda definitivamente in Egitto come guardiano e parroco a S. Caterina, in Alessandria. Incarico che egli alternerà più di una volta, con S. Giuseppe al Cairo. Nel 1976 fa ritorno a S. Caterina, questa volta come insegnante dei novizi.
Accanto ai compiti assegnatogli dalla Custodia fra cui Delegato per l’Egitto, egli ebbi diversi altri incarichi. Fu Delegato di monsignor Cayer per l’Alto Egitto e poi Delegato di Monsignor Sampieri per i Vicariati di Alessandria, Porto Said ed Eliopolis. Per molti anni della sua vita in Egitto fu Presidente del Tribunale ecclesiastico di Prima Istanza. Incarico molto apprezzato per aver saputo coniugare rispetto delle leggi e senso umano.
Con il Capitolo del 1986 fu trasferito a Nazaret. Forse deve aver ricevuto pressioni tra chi gli consigliava di dedicare gli ultimi anni della sua vita alla vocazione contemplativa nella meditazione e nella preghiera, a Nazaret e chi pensava di aver ancora bisogno di lui in Egitto. Scrisse al P. Custode: "Io non ho nessuna rinunzia da fare, non ne ho mai fatte e non ne farò mai neppure in avvenire". Solo chiedeva un chiarimento perché: "Conosciuta la volontà di Dio, io l’eseguirò con gioia". Fece ritorno in Egitto, prima a S. Caterina e poi a Bacos, in Alessandria.
Con la separazione della regione del Basso Egitto dalla Custodia di Terra Santa, gli fu consigliato di restare in Egitto per continuare a rendere la sua testimonianza di francescano nella regione che aveva servito per quasi 40 anni. Optò per la Vice Provincia di Egitto.
Religioso di convinta umiltà non si curò degli elogi degli uomini. Scriveva a un Custode: "Il vecchio Adamo tende a mostrarsi, a spiccare, a emergere e, talvolta, a eccellere per diventare Eccellenza. Ognuno ha i suoi carismi!... Lei mi ricorda che la via per andare in sú è quella di andare in giù... in vista di un bene maggiore". Tuttavia anche in questo restò fedele al suo motto "nulla chiedere nulla rifiutare". Accettò le onorificenze degli uomini. Prima quella dal governo di Spagna della "Gran Croce dell’Ordine di Isabella la Cattolica", 12 giugno 1955. Poi quella di "Cavaliere ufficiale nell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana", 20 febbraio 1963.
La storia degli uomini passa. Si ricorderanno alcuni aspetti fondamentali della loro vita. Di P. Faccio a lungo resterà il ricordo della sua bontà. L’uomo di preghiera divenuto un segno per i suoi fedeli che lo vedevano apparire spesso in chiesa per un breve o lungo momento di adorazione davanti al Santissimo. Devoto della Vergine aveva costantemente il rosario in mano. Parroco zelante. Con lo stesso impegno aveva cura della liturgia, della visita agli ammalati e in particolare ai moribondi. Non trascurava le comunità religiose, sempre pronto per giornate di ritiro e confessioni. Un uomo assetato di paradiso. Paradiso era la giaculatoria che recitava spesso, come desiderio profondo di tutti i santi del cielo, della Santa Madre di Dio, riuniti attorno al trono della Santissima Trinità.
Morì a Meadi, Cairo, il 19 gennaio 2003.



 

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Created by John Abela ofm / Updated Thursday, March 3, 2003 by E.Alliata, Marina Mordin
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