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CRONACA DELLA VISITA DEL DISCRETORIO IN LIBANO E SIRIA (17-25 NOVEMBRE 2004)

Data: Lunedì, 13 Dicembre 2004
Fonte: Custodia di Terra Santa


mappa cliccabile


17 novembre
Gerusalemme – Amman - Beirut

 Beirut, Convento S. Giuseppe

Ringraziando il Signore per il dono della vita e della bella giornata, ci siamo trovati – il Padre Custode e il Discretorio – a San Salvatore alle ore 9, per iniziare il nostro viaggio in Libano e Siria. Eravamo emozionati, trepidanti non solo per la distanza da percorrere ma per tutto ciò che ci si presentava dinnanzi, ma – dopo aver invocato l’aiuto divino e quindi pieni di fiducia – ci siamo messi in moto verso l’Allenby Bridge.
Arrivati a questo primo traguardo, abbiamo iniziato tutte le pratiche richieste da ambedue le nazioni, e sappiamo quanta pazienza sia necessaria per tutto questo lavoro! Alle 11 i nostri confratelli del Seminario di Amman, con le loro auto, ci hanno accompagnato al Terra Santa College dove ci attendeva fra Rachid per accoglierci come lui sa ben fare. Grande è stata la gioia di ritrovarci insieme. Alle 12,45 il pranzo: partenza per l’aeroporto alle ore 16. Eravamo un po’ preoccupati perché il colore del cielo minacciava la pioggia, ma nonostante questa e il traffico siamo arrivati all’aeroporto senza difficoltà e quindi partiti per Beirut. Il volo è stato un po’ movimentato a causa della pioggia, che ci ha accolti nella bella terra libanese. Grazie a Dio tutto è andato bene e, dopo le formalità richieste dall’aeroporto, ci aspettavano alcuni confratelli di Beirut e di Harissa e la loro accoglienza gioiosa ci ha fatto sentire veramente in famiglia.
Al nostro convento di San Giuseppe gli altri confratelli ci aspettavano pazientemente (erano già le 20,00!), e insieme a loro c’erano anche i laici e le suore che frequentano il nostro Centro Francescano, aperto di recente in collaborazione con i frati Cappuccini e Conventuali, anch’essi presenti per porgere il loro saluto. Dopo i saluti e l’incoraggiamento del P. Custode a tutti gli studenti, ci è stato offerto un piccolo rinfresco. Abbiamo constatato che questa nuova esperienza di fraternità e di studio è molto valida per tutta la famiglia francescana e soprattutto per tutti coloro che vorranno conoscere lo spirito e l’opera del Poverello d’Assisi.
Alle 21 il Guardiano ci ha fatto passare in convento per la cena e condividere il dono della fraternità, concludendo così la nostra prima giornata alle 22,30.

18 novembre
Beirut – DeirMimas – Tiro – Harissa

 Harissa, Convento S. Antonio di Padova

La nostra giornata ha avuto inizio con l’Eucaristia celebrata alle 6.30 insieme alla comunità. Ha presieduto, in francese, fra Stéphane e l’assemblea ha partecipato attivamente. Il Discretorio ha fissato la partenza per Deir Mimas alle 8.30, mentre il Custode che già conosce la realtà di questi luoghi, si recherà ad Harissa per i colloqui e gli incontri personali. Puntualissimi ci siamo messi in viaggio; in città ci sono ancora visibili i segni del flagello della guerra, però il convento e la città stessa testimoniano la volontà e il desiderio di ripresa che anima il popolo libanese con la speranza di un futuro migliore. Fra Toufiq ci ha fatto da guida e ha risposto a tutte le nostre domande, mentre fra Arturo faceva memoria della sua giovinezza quando da studente viveva da queste parti.
Giungiamo così a Sidone dove, negli anni ‘90, il nostro convento fu dato in comodato ai Maroniti giacché la maggioranza dei cristiani appartengono a questo rito.
Il nostro viaggio prosegue fino a Deir Mimas, un piccolo paese circondato da montagne e valli; il nostro convento e la Chiesa parrocchiale si trovano nel centro del paese. Tutto l’ambiente invita alla contemplazione, alla tranquillità e alla serenità dello spirito. Qui d’inverno ci sono pochi abitanti - aumentano d’estate – ma, nonostante questo, la presenza cristiana è forte: ci sono maroniti, greci cattolici e, pochi, latini. Tutti si ritrovano negli ambienti del nostro Club e nel giardino adiacente per svolgere diverse attività: catechismo, preghiera, o più semplicemente per ritrovarsi insieme, gli adulti per parlare tra loro e i piccoli per giocare con gli amici. Alcune persone sono venute a salutarci e questo ci ha permesso di conoscere da vicino la loro situazione.
Dopo il caffè, siamo di nuovo in strada, questa volta verso Tiro, dove arriviamo alle 11.40. Tiro è una bella città sulle sponde del Mediterraneo, dove un tempo c’erano i Gesuiti; la presenza francescana inizia nel 1860. Siamo andati subito a visitare il convento, la chiesa e la scuola che si trovano in mezzo al quartiere musulmano dove c’è una situazione di povertà molto evidente. Siamo rimasti veramente colpiti dallo stato di degrado in cui si trovano gli ambienti, e a tutti è stato spontaneo pensare ai lavori necessari per ristabilire queste strutture, riflettendo e condividendo il fatto che è proprio qui che siamo chiamati a testimoniare il nostro essere cristiani e francescani. Senza essere pessimisti, la situazione si presenta così: il parroco abita a Beirut, qui ci sono pochissimi fedeli latini, con una presenza più numerosa il martedì quando si prega sant’Antonio (una devozione molto sentita). Non ci sono altre attività. La scuola conta 126 bambini, dalla 1a alla 6a elementare e la maggioranza di essi sono musulmani provenienti da famiglie povere. La direttrice è anch’essa musulmana ed ha svolto il suo lavoro in modo veramente lodevole, senza lasciarsi intimidire da nessuno, portando avanti diverse iniziative mirate a mantenere un buon rapporto con tutti i vicini del quartiere.
I piccoli ci hanno salutato in inglese ed arabo: nei loro occhi, nelle loro parole e con i gesti ci hanno fatto sentire un grande affetto.
Erano già le 14.30 quando abbiamo ripreso la strada verso Harissa, dove siamo giunti in convento alle 16.30 attesi dai nostri confratelli. Dopo i saluti, il Discretorio con il Custode abbiamo avuto un primo scambio di idee per riflettere su tutto quello che avevamo visto durante la giornata. Quindi sono arrivati i confratelli di Harissa con i quali l’incontro è stato molto positivo. Abbiamo ascoltato le diverse esperienze, piani e progetti per questa nuova esperienza come casa di postulandato. Ci sono alcuni giovani postulanti e giovani frati professi che arricchiscono l’intera fraternità. Al termine dell’incontro abbiamo pregato i vespri insieme a tutti i confratelli che lavorano generosamente in Libano. Una bella cena ha celebrato il nostro stare insieme e in questo spirito di fraternità e buona accoglienza, il Custode e il Discretorio hanno concluso con un incontro con tutti i confratelli presenti, le cui esperienze ci sono di grande aiuto per capire ancora meglio la nostra presenza francescana. Ascoltandoli abbiamo sentito l’ardore missionario che li anima e la loro generosità nel continuare a lavorare per il Regno nonostante tutte le difficoltà, mancanze e sacrifici che questo comporta.
Alle 22.15 siamo partiti per Beirut, dove siamo arrivati alle 22.35, ringraziando il Signore per tutto quello che abbiamo ricevuto in questa lunga giornata.

19 novembre
Beirut – Tripoli – Aleppo

 Tripoli, Convento S. Francesco

La giornata è iniziata con la celebrazione Eucaristica presieduta dal Custode alle 7.30. Dopo la colazione il Discretorio ha iniziato la visita dettagliata di tutti gli ambienti del convento e della chiesa, mentre il Custode era impegnato con i colloqui personali.
Alle 9.30, come conclusione, l’incontro con la fraternità locale, che è iniziato valutando positivamente la presenza di tanti nostri confratelli che nel passato hanno vissuto ed operato qui. Abbiamo sentito il bisogno di mantenere vivo nella fraternità lo spirito di orazione e devozione, soprattutto adesso che il Centro Francescano attira l’interesse di tante persone verso la nostra forma di vita. Per ora ci sono almeno 80 studenti, e si prospetta un futuro migliore. È vero che la nostra presenza in Libano è ridotta e siamo consapevoli di non avere grandi opere, ma siamo convinti che ognuno di noi continua a dare il meglio di sé e questa testimonianza è apprezzata dal popolo: l’apostolato della confessione, la direzione spirituale, l’accompagnamento a diversi gruppi ecclesiali, la collaborazione con la chiesa locale e con gli altri religiosi, sono segni concreti del nostro operare.
Il programma prevedeva, per le 10.15, la riunione del Discretorio per trattare i diversi argomenti che riguardano l’intera fraternità custodiale. Il lavoro si è svolto fino alle 12.30, quando fra Maurice ci ha chiamati per il pranzo. Ringraziando tutt’intera la fraternità per l’accoglienza offertaci, abbiamo fissato la partenza per Tripoli – Latachia alle ore 14.
A Tripoli, dove siamo arrivati verso le 15.35, ci aspettavano alcune persone che lavorano con i quasi duecento studenti della nostra scuola. Dal terrazzo del convento abbiamo un magnifico panorama di tutta la proprietà; vediamo il terreno su cui si costruiscono gli appartamenti, il campo sportivo che condividiamo con i musulmani, la parte occupata da un cantiere di mattoni, e tutto il quartiere a maggioranza cristiana in cui abitano anche alcune famiglie musulmane. Dopo il caffè, alle 16.40, partiamo per il confine siriano, giunti al quale è iniziata la lunghissima attesa per le pratiche richieste dalla polizia di frontiera. Nell’attesa del timbro d’ingresso abbiamo avuto il tempo di pregare, scambiarci idee e anche. di fumare una sigaretta!, ma grazie a Dio tutto è andato bene, nonostante tutte le difficoltà trovate e… superate!
Erano le 22 quando a Latachia siamo stati accolti da fra Antonio Louxa che ci aspettava con cuore e braccia aperte, e una buona cena, dopo la quale siamo andati subito a riposare.

20 novembre
Latachia – Slenfe - Ghassanieh


A sinistra:
Latachia, Convento del Sacro Cuore di Gesù

Sotto:
Ghassanieh, Convento S. Antonio di Padova


Alle ore 7.30 abbiamo celebrato l’eucaristia per tutti i confratelli che lavorano in Siria. Verso le 8.50 sono arrivati fra Filippo Mistrih e fra Basan Zaza; pochi minuti dopo sono arrivati da Damaco fra Artemio Vítores e fra Atef Al-Falah. Tutti insieme, abbiamo iniziato la visita ai diversi ambienti: chiesa, convento e collegio. Quest’ultimo è ancora in possesso del governo, anche se ci è stato spiegato che ci sono buone possibilità che ritorni a noi. Tutti ci siamo accorti che nei diversi ambienti visitati, i lavori da fare sono tanti.
La città conta sui 600/700 mila abitanti; la presenza cristiana è significativa. Ci sono Latini, Caldei, Siriani cattolici e tutti sono sotto la cura pastorale della nostra parrocchia per cui c’è molta attività in essa, in modo particolare il catechismo.
Verso le ore 11 abbiamo avuto l’incontro con fra Antonio Louxa per concludere la nostra visita e partire per Slenfe alle 12.05.
Il viaggio è stato bello giacché il centro e casa estiva di Slenfe si trova in mezzo alle verdi montagne. Giunti alle 13.10, abbiamo visto i lavori iniziati da poco. Lo scopo di questa casa è quello di accogliere i gruppi cristiani durante l’estate per insegnare loro il catechismo che non viene fatto nelle scuole pubbliche. Secondo i piani presentati, la casa avrà più spazio disponibile per le diverse attività dei gruppi.
Dopo la visita, alle 14.30, abbiamo pranzato e alle 15.05 siamo partiti per Ghassanieh. Il pullman noleggiato era ottimo, per cui, lungo il viaggio c’era chi approfittava per riposare, chi per pregare e chi per lavorare al computer nonostante fuori ci fosse la pioggia.
Alle 16.20 siamo arrivati e già fra Ibrahim Younes, le Suore del Rosario ed altre persone ci aspettavano all’ingresso del convento con gli ombrelli e le braccia aperte. Appena sistemati nelle stanze abbiamo fatto un primo incontro con fra Ibrahim e le Suore; ci hanno presentato il progetto di costruzione (già iniziato) della replica della Porziuncola e di una casa per l’accoglienza di gruppi. È grande l’entusiasmo per quest’opera che servirebbe a tutti i cristiani della Siria; il Signore provvederà!
Finito l’incontro, il Custode è andato a fare una visita al convento e dispensario delle Suore. Nel frattempo, fra Hanna Jallouf era arrivato da Knayeh. Ci siamo ritrovati poi in Chiesa per recitare insieme i primi vespri di Cristo Re. Alle 20.30 abbiamo fatto la cena. Siccome eravamo un po’ stanchi siamo andati presto a riposare.

21 novembre
Ghassanieh – Jisr el Choughour – Knayeh – Yacoubieh – Aleppo


 Ghassanieh, Convento S. Antonio di Padova

  Knayeh, Convento S. Giuseppe  

Giornata piovosa. Alle 8.30 abbiamo celebrato le lodi e l’eucaristia. Subito dopo la colazione un primo scambio d’idee. Invece alle 10.30 abbiamo avuto l’incontro con i parrocchiani che hanno voluto salutarci.
Fra Ibrahim aspettava fuori e chiedeva al cielo di fermare un po’ la pioggia per visitare il terreno dove sorgerà la Porziuncola. Verso le 11 le sue preghiere sono state accolte. Sul luogo abbiamo visto il terreno fertile e i diversi alberi da frutta piantati, gli ambienti dove c’erano le mucche e finalmente il posto dove dovrebbe sorgere la casa per i gruppi. Veramente tutto è ben pensato perché il progetto presentato approfitta di ciò che già esiste! Non abbiamo avuto modo di vedere tutto il terreno a causa della pioggia e il fango nonostante ci fosse un trattore per trainarci in qualsiasi momento!
Siamo tornati indietro per prendere le nostre cose e prepararci per continuare verso Jisr el Choughour. Erano già le 12.10 quando abbiamo iniziato la nostra visita. Si tratta di una casa a due piani; nel pianterreno c’è la chiesa e alcune sale per il catechismo. Sopra ci sono altre stanze adoperate anche dai gruppi del catechismo.
A Knayeh, piccolo paese (2.000 abitanti l’estate, 600 nell’inverno), siamo arrivati alle 12.40; la distanza che c’è tra alcune delle antiche missioni dell’Oronte non è così grande. Fra Hanna Jallouf ci ha fatto vedere tutti gli ambienti vecchi e nuovi del convento. La presenza cristiana secondo le testimonianze archeologiche ritrovate sul luogo è molto antica. La presenza francescana risale solamente al 1878. La parrocchia è tutta latina; si è caratterizzata per aver dato tante vocazioni sacerdotali e religiose. Ci sono diversi gruppi: giovani, adulti, bambini; ci sono altre attività come il catechismo, gruppi di preghiera, la corale, l’asilo per i piccoli e il dispensario per i più poveri (medica all’anno tra i 5.000 e i 6.000 malati che non hanno la possibilità di pagare l’ospedale). È veramente l’opzione preferenziale per i più poveri! Qui si respira un’aria tutta missionaria! Nello svolgimento di tutta l’opera evangelizzatrice fin dal 1954 siamo aiutati dalle Suore Francescane del Cuore Immacolato di Maria (CIM).
Dopo pranzo siamo andati a visitare il caseificio dove viene preparato il formaggio. È un’opera sociale ideata dall’antico vescovo latino mons. Armando Bartoloso per offrire posti di lavoro ai nostri cristiani evitando così l’esodo verso le grandi città.
Di fronte a noi, là su in alto, Yacoubieh ci aspettava. Siamo arrivati alle 15.30. Piccola parrocchia latina che risale al 1938; ci sono anche gli Armeni ortodossi. Le attività svolte: ci sono gruppi di uomini, donne e bambini; gruppi che si radunano a pregare in una grotta molto suggestiva preparata appositamente dall’antico parroco fra Atef che però viene ancora adoperata da fra Basan e i suoi gruppi. Anche qui ci sono le Suore Francescane del CIM che collaborano con noi.
Dopo la breve visita e sotto la pioggia alle 16.20 abbiamo proseguito il viaggio verso Aleppo dove siamo arrivati alle 18.45. Dopo la distribuzione delle stanze, ci siamo radunati con la fraternità locale. Alle 19.15 abbiamo avuto un momento per riflettere su quanto avevamo visto. Alle ore 20.00 abbiamo fatto la cena insieme a tutti i nostri confratelli. Stanchi dal viaggio e ringraziando il buon Dio, siamo andati a riposare presto.


22 novembre
Aleppo



 Aleppo, Convento S. Francesco

Giornata fredda e senza pioggia. Alle ore 7 abbiamo recitato le lodi e subito dopo abbiamo celebrato l’eucaristia con fra Georges Abou Khazen e la parrocchia. La visita ai diversi ambienti è cominciata alle 8.45. Abbiamo visto il centro per il catechismo (venerdì e domenica si radunano almeno 170 persone); ci sono almeno 11 gruppi della Legio Mariæ, la società di beneficenza, gli Scout, la GIFRA e l’OFS e poi, due confraternite. Il lavoro è tanto per i nostri confratelli ma d’altra parte ci sono i laici che aiutano responsabilmente nello svolgimento delle diverse attività.
Alle 9.30 siamo arrivati a Ram, una succursale della parrocchia latina ma con maggioranza armena cattolica. Abbiamo visto gli ambienti della scuola (ancora sotto il governo), la chiesa dedicata a San Bonaventura (recentemente restaurata) e gli ambienti che servono per le attività tra cui il catechismo (mercoledì e domenica). La chiesa è molto frequentata e la devozione a sant’Antonio è molto sentita.
Alle 10.30 siamo andati a trovare il Vescovo latino, mons. Giuseppe Nazzaro, il quale, ci ha presentato la realtà in cui si trova a vivere, la situazione della chiesa locale con le sue difficoltà e speranze, alcuni progetti per il futuro. Da parte nostra, il Custode ha manifestato il nostro appoggio per continuare a lavorare in quella regione. Dopo l’incontro e siccome la casa del Vescovo e il nostro convento non sono così lontani abbiamo deciso di fare una passeggiata per le vie della città.
Abbiamo iniziato il pranzo alle 12.00 in compagnia del Vescovo. Secondo il programma al pomeriggio ci sarebbe la visita all’Ospedale d’Aleppo. Alle 15.40 siamo usciti e giunti sul posto siamo andati a trovare fra Pasquale Ciamician che era ricoverato proprio lì. Inseguiti e accompagnati dal Dr. É Katti, abbiamo iniziato la visita a tutti gli ambienti dell’ospedale. Abbiamo visto la cappella delle suore, poi tutti i singoli reparti in ogni piano. Archittetonicamente la costruzione fu ideata per infondere coraggio al malato ivi ricoverato. L’incontro con il personale amministrativo è stato molto illuminante per conoscere ancora meglio l’opera realizzata.
Alle 17.25 siamo arrivati al Collegio e fra Filippo Mistrih ci ha fatto visitare tutti gli ambienti che lo compongono. Finita la visita siamo tornati al convento per la cena. Abbiamo poi partecipato al momento di preghiera e ricreazione della fraternità. Alle 22 siamo andati a riposare, alcuni a san Francesco ed altri sono tornati in Collegio.

23 novembre
Aleppo – Damasco

Giornata senza pioggia ma fredda. Abbiamo sentito che a Damasco c’era la neve. Con questa notizia abbiamo iniziato la giornata. La messa a san Francesco è stata celebrata da fra Georges Abou Khazen alle 7.30; invece al Collegio alle 8.30. Secondo il programma, oggi il Discretorio si sarebbe incontrato per discutere argomenti di interesse di tutta la Custodia. Così è stato fatto e alle 9.00 abbiamo iniziato la riunione che si è conclusa verso le 10.30 quando ci siamo ritrovati con tutti i confratelli che lavorano in Siria.
L’incontro ha avuto inizio con la lettura di un brano della Scrittura fatta dal Custode e seguita da una breve riflessione. Abbiamo avuto modo di condividere esperienze, piani e progetti per il futuro. Dopo alcuni interventi, ci siamo soffermati a riflettere seriamente sulla mancanza delle vocazioni. Alla fine tutti hanno offerto tutto il loro appoggio al promotore vocazionale. Come ricordo di questo avvenimento abbiamo fatto la foto di gruppo. A pranzo mons. Nazzaro era presente in mezzo a noi.
Alle 14.10 abbiamo lasciato il Collegio con destinazione finale Damasco. Durante il viaggio abbiamo avuto modo di riflettere tra di noi su tutto ciò che avevamo trovato prima. Il vespro recitato voleva esprimere il nostro grazie al Signore presente ed operante in ciascuno dei fratelli. Essendo già vicini a Damasco, i nostri occhi hanno contemplato la neve che copriva la superficie. In città però non c’era. Siamo arrivati a Bab Touma dove ci attendevano fra Giuseppe Constantin, fra Atef e fra Bassam per offrirci una stanza e una cena accogliente. Ringraziando il Buon Dio, siamo andati a riposare presto.

24 novembre
Damasco

Damasco - Bab Touma,
Convento S. Paolo Apostolo
Cappella di S. Anania

Monte Hermon, Sydnaya

 Damasco - Salhieh,
 Convento S. Antonio
 Damasco - Tabbaleh,
 Memoriale di S. Paolo

Alle 7.00, alcuni Discreti hanno voluto partecipare alla messa parrocchiale in arabo (ha presieduto fra Rachid); gli altri hanno celebrato subito dopo (ha presieduto fra Nicolas). Alle 8.30 abbiamo iniziato la visita a tutta la casa, vedendo per primo la chiesa e l’altare dedicato al Beato Emmanuele Ruiz e compagni, martirizzati proprio qui. La devozione del popolo a questi nostri santi confratelli sta crescendo; tant’è vero che gli studenti prima di andare a scuola entrano in chiesa e invocano la loro protezione. La parrocchia come tale conta all’incirca 200 famiglie latine sparse nel quartiere. Le attività sono il catechismo e diversi gruppi: OFS, Legio Mariæ, handicappati e giovani studenti.
Dopo siamo andati a visitare la Casa di sant’Anania, il luogo dove san Paolo fu guarito dalla sua cecità. Ci aspettava fra Atef per farci da guida nel Santuario. È un luogo molto frequentato da turisti e pellegrini; è il centro che distribuisce tutti i libri del catechismo in Siria. Il Santuario invita al silenzio e alla preghiera; recentemente è diventato punto di riferimento per i gruppi di preghiera.
Accompagnati da tutti i confratelli che lavorano in Damasco, alle 11.40 siamo andati a Sidnayeh (appena fuori città) per visitare il terreno che abbiamo acquistato. Fra Romualdo Fernandez ci ha spiegato come il progetto prevede la costruzione di un centro d’accoglienza per gruppi che durante l’estate vorranno trascorrere il tempo nello studio del catechismo o altre attività organizzate dalle parrocchie. Abbiamo trovato la neve e tutto l’ambiente era molto suggestivo. Dopo aver preso il caffè siamo tornati a Damasco dove ci attendeva il Nunzio apostolico.
Arrivati al nostro convento di Salhieh, abbiamo avuto modo di ascoltare le impressioni del Nunzio (arrivato appena da 3 mesi). Ci ha parlato della problematica che si vive attualmente nel mondo e nel paese in concreto. È pienamente convinto che dopo un accurato studio sociologico la vita religiosa avrà di fronte a sé delle grandi sfide; il ruolo che essi devono svolgere nell’ora attuale è assai importante. Rivalutando la nostra presenza nella società che vogliamo servire, i religiosi sono chiamati a prestare un servizio ecclesiale, andando in aiuto alle diverse chiese locali e ciò richiederà di fare delle scelte pastorali concrete; e infine l’essere promotori delle vocazioni.
Alle ore 13.00 abbiamo fatto il pranzo, onorati dalla presenza del Nunzio e di mons. Nazzaro in mezzo a noi. L’appuntamento per la riunione del Discretorio è stato fissato per le ore 16.00 a Tabbaleh, cioè al Memoriale di San Paolo.
Puntualmente abbiamo iniziato la riunione che si è protratta fino alle 19.30 quando gli altri confratelli e le Suore Francescane del Cuore Immacolato di Maria erano già tutti pronti per la cena. Dopo la condivisione di questo momento fraterno, alle 21.00 siamo tornati al convento di Bab Touma. Il Custode partiva quella sera per Roma. Augurandogli un buon viaggio e felice rientro a casa, siamo andati a riposare.

25 novembre
Damasco – Amman – Gerusalemme
Alle ore 7.00 e dopo aver salutato e ringraziato i confratelli per tutta la loro ospitalità, sono arrivati i due taxi per accompagnarci ad Amman. Iniziato il nostro viaggio di ritorno a casa, la nostra mente era ancora piena di tutte le esperienze vissute, i volti dei confratelli impegnati nelle loro opere evangelizzatrici, l’ospitalità offertaci, la generosità delle persone dei due paesi visitati, la realtà sociale che ci invita a continuare il nostro operare perché il Regno di Dio sia presente in essa. Veramente il Signore ci è stato molto vicino. Alle 8.15 eravamo già alla frontiera giordana e non abbiamo trovato grosse difficoltà. Abbiamo ripreso il viaggio alle 9.30 e alle 10.40 eravamo già in Collegio. Ci attendevano fra Ibrahim Sabbah e fra Nerwan Baho. Dopo aver preso un caffè siamo stati accompagnati alla frontiera giordana per attraversare l’Allenby Bridge senza difficoltà. Abbiamo dovuto aspettare un po’ dall’altra parte per poi arrivare a san Salvatore verso le ore 15. Ringraziando il Signore per tutto ciò che ci aveva donato in questo viaggio abbiamo ripreso i nostri lavori quotidiani. A lode di Cristo. Amen.

Fra Nicolás Márquez ofm
Discreto di Terra Santa

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