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TENSIONI TRA IL GOVERNO E LA COMUNITÀ COPTA IN EGITTO

Data: Martedì, 14 Dicembre 2004
Fonte: Custodia di Terra Santa

Le relazioni tra la minoranza cristiana e la maggioranza musulmana non sono mai state facili nei paesi del Medio Oriente, dove certe vicende che si direbbero personali possono giungere in alcuni casi ad interessare intere comunità. Questo avviene a motivo del profondo senso di appartenenza che coinvolge i singoli e le istituzioni.
Ad esempio i siti arabi (specialmente alarabiya.net e aljazeera.net) riportano in questi giorni notizie dall'Egitto riguardanti una forte tensione che è scoppiata ultimamente tra il governo e la comunità copta. Tutto è cominciato una settimana fa quando si è diffusa la notizia che la moglie di un prete copto si era fatta musulmana. La donna si chiama Wafa Costantin, ha 48 anni di età e lavora come ingegnere in una agenzia agricola statale. I copti accusano i musulmani d'averla rapita e costretta con minacce a fare la confessione di fede islamica e aggiungono che simili cose sono già capitate altre volte. I musulmani invece insistono che la donna si è fatta musulmana per propria scelta e convinzione personale. La donna è sparita di casa dal 27 novembre e si trova attualmente sotto la protezione della polizia.
Da mercoledì scorso il patriarca copto ortodosso "papa Shenuda" si è ritirato a Wadi Natroun nel convento di Amba Bishoi in un gesto di protesta, come è solito fare quando le relazioni con il governo vanno male. La sua richiesta è che il governo restituisca la donna alla comunità copta e liberi i 34 giovani copti arrestati in seguito alle manifestazioni di mercoledì scorso, che hanno causato 55 feriti tra la polizia.
Un'altra notizia riporta invece una dichiarazione da parte della chiesa copta in cui si smentisce il fatto del rapimento. Secondo la consuetudine dei copti, il prete perderà il suo ufficio se la donna insisterà a rimanere musulmana. Per il momento i sacerdoti copti la possono visitare (ma solamente alla presenza di agenti statali) per cercare di convincerla a ripensare la sua decisione. In un articolo precedente si leggeva anzi che essa era già ritornata nella comunità copta.
Notizie contraddittorie di questo genere sono un indizio della grande tensione religiosa che esiste all'interno della società egiziana. Alcuni copti espatriati sono arrivati a richiedere l'intervento dell'America, e perfino di Israele, domandando che si conceda una forma di autonomia ai copti di Egitto, ma i cristiani locali sono generalmente sfavorevoli a tali pretese. I musulmani accusano furiosamente i cristiani di mancato rispetto della libertà di coscienza, ma nel frattempo notizie di aggressioni contro i cristiani continuano sempre a leggersi con una certa frequenza.


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Created / Updated Friday, 8 October, 2004 at 7:48:46 am by J. Abela, E.Alliata, E. Bermejo
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