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CAPODANNO 2005 - L'OMELIA DEL PATRIARCA DI GERUSALEMME S.B. MICHEL SABBAH

Data: 01.01.2005
Fonte: Patriacato Latino di Gerusalemme

 1. Celebriamo il primo giorno dell’anno sotto la protezione della Vergine Maria Madre di Dio. Contempliamo e adoriamo sempre il mistero del Natale, di Dio con noi, mentre concludiamo un anno e cominciamo un nuovo tempo della nostra vita, che è, nel mistero dell’amore di Dio per noi, un cammino verso la luce, la gioia e la pace di Dio.
Dio è con noi. Ed è per questo che custodiamo la speranza e la gioia pur tra le difficoltà e le sofferenze che ci angustiano. Siamo in comunione con le sofferenze di tutti gli abitanti di questa terra, Palestinesi e Israeliani, e anche con quelle dei popoli dell’Asia colpiti dal maremoto dei giorni scorsi. In questo giorno volgiamo lo sguardo alla Vergine Maria, meditiamo il mistero della nostra salvezza e del cammino di tutta l’umanità verso la santità del suo Creatore. E, con Maria, custodiamo tutti questi eventi nei nostri cuori non potendo coglierne il pieno significato nel mistero della Provvidenza di Dio e del suo amore per la sua creazione.

2. Questo primo giorno dell’anno è pure la festa di questa Chiesa concattedrale dedicata al Santissimo Nome di Gesù; ed è la festa annuale del Patriarcato e della diocesi. Presento a tutti gli auguri migliori e a tutti chiedo di accompagnarci con la preghiera, affinché ognuno di noi possa continuare ad essere nella diocesi strumento di salvezza per se stesso, per i fedeli che gli sono affidati e per tutti gli abitanti dei paesi in cui si essa estende: Israele, Palestina,Giordania e Cipro. 

3. Quest’anno poi, come sapete, è dall’ottobre scorso all’ottobre 2005 l’Anno dell’Eucaristia. Che è la continuazione, dopo l’Incarnazione, della presenza di Dio in mezzo a noi, nutrimento per l’anima e principio di comunione, nell’unico amore per Dio, con tutti coloro che comunicano a questo sacramento. E’ anche il principio del coraggio e il sostegno per il cristiano nel cammino verso Dio.
“In quest’anno consacrato all’Eucaristia, dice il Santo Padre, i figli della Chiesa trovino nel sommo Sacramento dell’Amore la sorgente di ogni comunione: della comunione con Gesù Redentore e, in Lui, con ogni essere umano. E’ in virtù della morte e della resurrezione di Cristo, rese sacramentalmente presenti in ogni Celebrazione eucaristica,che siamo salvati dal male e resi capaci di fare il bene. E’ in virtù della vita nuova di cui Egli ci ha fatto dono che possiamo riconoscerci fratelli al di là di ogni differenza di lingua, nazionalità e cultura. In una parola, è in virtù della partecipazione a uno stesso Pane e allo stesso Calice che possiamo sentirci «famiglia di Dio» e insieme recare uno specifico ed efficace contributo all’ edificazione di un mondo fondato sui valori della giustizia, della libertà e della pace”.(Messaggio del 1° gennaio, conclusione).
Nell’ambito della diocesi e di tutte le Chiese cattoliche di Terra Santa è l’anno della catechesi, centrato sulla catechesi dei giovani, nelle nostre scuole e in quelle governative. Un anno che ci pone tutti, parroci, religiosi e religiose nelle loro scuole, e genitori, dinanzi all’obiettivo primario della nostra missione: far conoscere Gesù, presente fra noi attraverso l’Incarnazione e l’Eucaristia, e sostenere il cammino dei giovani verso l’accoglienza di questo amore in tutti gli aspetti della loro vita. Un anno dunque di revisione della missione delle nostre scuole, quelle parrocchiali e quelle tenute dai religiosi e dalle religiose. Speriamo che la preghiera, la riflessione, gli incontri organizzati possano apportare del nuovo in questo campo e condurci tutti, in tutte le nostre attività, all’obiettivo essenziale: far conoscere Gesù e aiutare ad accoglierLo attraverso tutte le esigenze di questa vita, attraverso le sue gioie e le sue difficoltà.

4. Nell’anno che comincia continueremo a pregare per la pace nella nostra terra, affinché gli Israeliani e i Palestinesi abbandonino le vie della violenza e si pongano sulle vie della pace. E il Signore, quando l’ora sarà venuta, ci apporterà la pace e la riconciliazione.
Il Santo Padre ha dedicato il suo messaggio annuale di Capodanno a questo tema: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12,21). “Il male non si sconfigge con il male: su quella strada, infatti, anziché vincere il male, ci si fa vincere dal male” (Par. 1)
“Il male, dice, non è una forza anonima… Il male passa attraverso la libertà umana. Il male ha sempre un volto e un nome : il volto e il nome di uomini e di donne che liberamente lo scelgono” e che noi conosciamo. “A cercarne le componenti profonde, il male è in definitiva, un tragico sottrarsi alle esigenze dell’amore. Il bene morale, invece, nasce dall’amore, si manifesta come amore ed è orientato all’ amore”. Questo concetto è particolarmente chiaro per il cristiano, il cui amore si spinge fino ad amare i nemici: “Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere” (Rm 12,20) (Par.2)
Egli parla di una grammatica della legge morale che “impone di impegnarsi sempre e con responsabilità per far sì che la vita delle persone e dei popoli venga rispettata e promossa. Alla sua luce, afferma, non possono non essere stigmatizzati con vigore i mali di carattere sociale e politico che affliggono il mondo, soprattutto quelli provocati dalle esplosioni della violenza. In questo contesto, come non andare con il pensiero all’amato Continente africano, dove perdurano conflitti che hanno mietuto e continuano a mietere milioni di vittime ? Come non evocare la pericolosa situazione della Palestina, la Terra di Gesù, dove non si riescono ad annodare, nella verità e nella giustizia, i fili della mutua comprensione spezzati da un conflitto che ogni giorno attentati e vendette alimentano in modo preoccupante ? E che dire del tragico fenomeno della violenza terroristica che sembra spingere il mondo intero verso un futuro di paura e di angoscia ? Come infine non constatare con amarezza che il dramma iracheno si prolunga, purtroppo, in situazioni di incertezza e di insicurezza per tutti”? (Par.4).
“Occorre affermare, con lucida consapevolezza, che la violenza è un male inaccettabile e che mai risolve i problemi. «La violenza è una menzogna, perché è contraria alla verità della nostra fede, alla verità della nostra umanità. La violenza distrugge ciò che sostiene di difendere: la dignità, la vita, la libertà degli esseri umani». E’ pertanto indispensabile promuovere una grande opera educativa delle coscienze”. (Par.4) 

5. Fratelli e sorelle, i dirigenti dell’umanità hanno bisogno di una grande opera educativa delle coscienze perché i rapporti tra i popoli cambino e divengano rispettosi della legge morale universale e perché questa legge non sia limitata dagli interessi nazionali egoistici. Per tutto il nuovo anno continuiamo a pregare e ad agire, oltre che a vivere in comunione con tutti gli abitanti di questa terra, nelle loro gioie e nelle loro pene. Chiediamo alla Vergine Maria, Madre di Dio, di sostenere la nostra speranza e la nostra pazienza. E che ci guidi nella meditazione e nell’accoglienza di Dio fra di noi, nel mistero dell’ Incarnazioe e nel mistero della pace in questa nostra terra. Amen.

+ Michel Sabbah, Patriarca



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Created / Updated Friday, 8 October, 2004 at 7:46:35 am by J. Abela, E.Alliata, E. Bermejo
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