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STRALCI DAL DIARIO DI UNA VOLONTARIA (3)

Data: Venerdì, 7 Gennaio 2005
Fonte: Custodia di Terra Santa

Riceviamo dal padre Marco Malagola, membro della Commissione Justitia et Pax della Custodia di Terra Santa, una lettera di una volontaria nei territori palestinesi della quale abbiamo già pubblicato alcuni stralci di diario: (cf. 13 ottobre 2004 e 23 novembre 2004). Cri… appartiene a Operazione Colomba – Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII


Cari amici,
oggi che vi scrivo è il 25 novembre. Manca un mese a Natale. Amici scout ci chiedono una testimonianza per una veglia per la pace. Allo stesso tempo, qualche settimana fa Marco mi scrive che avrebbe dedicato una sera per leggere ai suoi bambini le mie lettere, e raccontare loro quello che succede dove adesso c'è anche la cri.
E mi sono dispiaciuta, perchè se da un lato è vero che tutto ciò che ho scritto è quello che ho visto, mi rendo anche conto che il quadro che ne esce è molto triste, e senza apparente speranza.
Invece mi piacerebbe che i bimbi di Mrco e Fiona, così come tutti gli altri bambini, non avessero a chiedersi "perchè la cri e gli altri stanno lì se non ci si può fare niente?"
Vorrei che fin da bambini pensassero che ci sono un sacco di cose che si possono fare, e che fanno cambiare le persone, e gli eventi.
E che queste cose bisogna proprio farle, sennò davvero non c'è speranza per gli oppressi e i poveri del mondo.
Così scrivo questa lettera natalizia. con un'attenzione particolare alla speranza. Ma prima, una parte speciale dedicata ai bambini. Chi non ne ha può passare sotto di una ventina di righe.
Anche se, come diceva Saint Exupery, tutti i grandi sono stati bambini, una volta, è solo che non se lo ricordano.
 
“ciao bambini. Vi scrive la Cri. Che è un'amica della mamma e del papà. Da tre mesi sono venuta a vivere in Palestina (fatevelo mostrare sull'atlante, dove si trova!). Ci sono tante cose che si possono dire su questo posto. Per esempio che ha anche un bellissimo deserto, con i cammelli, le oasi con le palme e i pozzi, e le dune di sabbia bianca. Che ci vivono persone con le tende, come si legge nelle storie di tanti anni fa.
Ma le cose che vi voglio raccontare oggi sono altre. Un po' più difficili da capire per voi, forse, ma tanto più importanti.
In questo posto ci sono due popoli che non vanno d'accordo. Sono anche di due culture e religioni diverse, e questo non li aiuta a capirsi. Uno dei due,che è più forte, ha occupato la terra dell'altro, e obbliga le persone a vivere in un modo molto difficile e spesso doloroso.
Per esempio, bloccano le strade, e quindi non si può andare a trovare gli amici, o andare dal dottore quando si sta male. Non si può andare a scuola (lo so che direte che questa non è una cosa brutta!), nè al mare (che è vicinissimo!) o in vacanza da nessuna parte.
A volte non si può uscire dopo che fa buio, e per le strade ci sono tanti soldati con i fucili e i carri armati e le persone hanno paura. E poi i numerosi posi di blocco e poi ancora i c coprifuoco… e poi ancora…
Siccome succedono tutte queste cose brutte, ci sono persone da tutto il mondo, come me, che vivono qui. Perchè sia tra quelli che hanno tutte queste difficoltà che tra i cittadini dello Stato che manda i soldati, ci sono uomini e donne che vorrebbero vivere insieme in pace.
Ma sono poche e poco ascoltate, e chiedono aiuto a noi per farsi sentire di più e lavorare insieme.
Certo nella vostra classe ci saranno bambini di altre religioni e di altri paesi del mondo. Nè voi nè loro siete migliori o peggiori, giusti o sbagliati, ma solo diversi, no? Diverso vuol dire anche che è uno che ha da raccontarci cose che per noi sono nuove e da cui possiamo imparare.
Qui, purtroppo, questi popoli si sono fatti molto male, e ognuno ha deciso che l'altro non è solo diverso, ma peggiore.
E quindi non vuole più ascoltarlo, ma fargli la guerra.
Noi lavoriamo con quelli che vogliono ancora incontrarsi, parlarsi, ascoltarsi. E in futuro vivere insieme senza più paura. Da soli fanno troppa fatica, ed ecco perchè noi siamo qui.
E’ come andare a camminare in montagna, loro sono ormai stanchi, io sono più allenata e posso portare il loro zaino. La strada la facciamo tutti e tre insieme, ma così loro faticano un po' meno! Non è una cosa inutile, no?
spero di essere riuscita farvi capire!
Ora mi perdonerete due righe per i grandi, a cui le cose piacciono un po' più complicate di così!”

 
Questo tentativo, forse un po' ridicolo, di semplificare all'osso le cose per i bambini, mi ha fatto capire che esso racchiude in semplicità l'essenza della mia vita qui. Abbiate pazienza se vi ho forzati alla lettura di un testo per i "piccoli".
Del resto, non ho grandi segni di pace da raccontarvi, ma ho, perchè nutrono le nostre giornate, tanti piccoli segni, che visti con gli occhi della speranza e dell'Amore, diventano grandi segni di pace.
Qualche volta i giorni sono molto faticosi, viene voglia di mollare tutto e tornare al mio mondo caldo e sicuro. Penso che, beh, Dio troverà qualcun altro per lavorare al suo sogno. Ma poi sento che il mio pezzetto è importante, che partecipo alla costruzione della società futura. Che con strumenti a volte insufficienti lo faccio , qui, con la mia minuscola presenza, tutti i giorni, come lo facevo quando ero capo scout.
Anche nei giorni in cui mi sembra di non farcela , di non fare la differenza.
Ci sono piccoli segni che non vedo, che mi stupiscono, e semi di cui non vedrò i frutti.
Queste cose, sto imparando. Il desiderio di dire tutti i giorni I CARE. =mi preoccupo, prendo cura.
Che è il contrario di ME NE FREGO.

Buon Natale
shalomsalam

cri

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Created / Updated Friday, 8 October, 2004 at 7:48:46 am by J. Abela, E.Alliata, E. Bermejo
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