Franciscan Custody of the Holy Land - 06/03/2000 info: custodia@netvision.net.il
Nazaret
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Grotta dell’AnnunciAzione di Maria

Nazaret, "da cui Cristo fu chiamato Nazareno e da cui anche noi, che ora ci chiamiamo Cristiani, eravamo detti in antico Nazareni" (Eusebio di Cesarea, inizio IV sec.) la troviamo già inserita nell’itinerario dei luoghi santi proposto da san Girolamo (fine del IV sec.) alla matrona romana Marcella: "Andremo a Nazaret e vedremo, secondo ciò che sinifica il suo nome, il fiore della Galilea". Dal pellegrino anonimo di Piacenza (circa 570 d. C.) abbiamo la notizia dell’esistenza di una chiesa costruita sul luogo stesso della casa di Maria. La chiesa bizantina (V sec.) fu sostituita, in epoca crociata (XII sec.) con una maestosa basilica, decorata di magnifiche sculture. La basilica crociata fu demolita per ordine del califfo Baybars nel 1263 e rimase a proteggere la grotta dell’Annunciazione una piccola cappella "in memoria dell’umiltà e della povertà", come si esprime il frate domenicano Ricoldo di Monte Croce (1294). Nel 1620 i francescani entrarono in possesso del santuario per l’intraprendenza del Custode di Terra Santa p. Tommaso Obicini e per la benevolenza dell’emiro druso Fakr ed-Din; ma solamente nel 1730 essi poterono edificare una chiesa che durò, con qualche modifica, fino al 1954. In quell’anno fu deciso di procedere alla conduzione di scavi sistematici (a cura di p. Bellarmino Bagatti) e all’edificazione della basilica attuale (arch. G. Muzio), inaugurata nel 1969.

La basilica inferiore custodisce i ricordi più sacri. La grotta dell’Annunciazione, nonostante i numerosi adattamenti subiti lungo i secoli, si riconosce essere stata in origine parte di un complesso abitativo meglio osservabile all’esterno della basilica. Un’altra grotticella, con pitture e graffiti lasciati dagli antichi pellegrini sulle pareti, l’affianca a ovest. Pavimenti musivi, dove più volte si vede rappresentata la croce in diverse forme, ornavano gli edifici cultuali (chiesa-sinagoga, III-IV sec.) che hanno preceduto la basilica bizantina. Di questi più antichi edifici facevano parte numerosi elementi architettonici, rinvenuti fuori posto, che mostrano segni e graffiti di carattere religioso tra i quali è da segnalare quello del Ch(air)e [Ave] Maria. I graffiti sono conservati nel museo del santuario dove sono esposte anche le sculture provenienti dalla basilica crociata, e particolarmente i cinque magnifici capitelli ritrovati nel 1909 nell’area del vecchio convento francescano.

Basilica di S. Giuseppe detta della Nutrizione

Sappiamo dal racconto del pellegrino Arculfo (670 d. C.) che a Nazaret "erano costruite due grandi chiese, una nel mezzo della città, fondata sopra due archi, dove era edificata la casa in cui il nostro salvatore fu nutrito… e l’altra nel luogo dove era costruita la casa in cui l’angelo Gabriele entrando presso la beata Maria e trovandola sola le parlò". Nel XVII sec., p. Francesco Quaresmi riferisce di un luogo "chiamato dai locali Casa ed Officina di Giuseppe… dove un tempo c’era una bella chiesa dedicata a san Giuseppe". Il luogo fu acquistato dai francescani nel 1754 e la chiesa attuale fu edificata sopra le rovine dell’antica nel 1914 da fra Wendelin Hinterkeuser. In occasione dei lavori furono ritrovate grotte, cisterne, parti delle abitazioni primitive e una vasca mosaicata con gradini, che è probabilmente un antico bagno rituale o fonte battesimale.

L’apocrifo Storia di Giuseppe il falegname narra della morte e sepoltura del padre putativo di Gesù a Nazaret descrivendo come Gesù stesso lo assistette e confortò nel momento del passaggio da questa vita. Sappiamo anche che alcuni tra i parenti stessi di Gesù erano rimasti a Nazaret, secondo il racconto dello storico giudeo-cristiano Egesippo (II sec. d. C.), riportato nella Storia Ecclesiatica di Eusebio di Cesarea: "Della famiglia del Signore, restavano ancora i nipoti di Giuda, detto fratello secondo la carne, i quali furono denunciati come appartenenti alla stirpe di Davide". Essi si difesero dinanzi all’imperatore Domiziano (81-96 d. C.) mostrando le mani incallite dal duro lavoro dei campi e, rilasciati, "furono posti a capo delle chiese come martiri e insieme parenti del Signore". Si deve supporre che questi "parenti del Signore" abbiano avuto una parte non indifferente nella conservazione delle memorie cristiane di Nazaret.

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Created / Updated Monday, March 06, 2000 at 10:30:40