Franciscan Custody of the Holy Land - 06/03/2000 info: custodia@netvision.net.il
Riflessioni
Betania - Safsafas - sito del Battesimo

"Ci fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni". Sulla scia dei grandi profeti di Israele, il Battista annunciava il Regno di Dio come una realtà imminente. L'ira di Dio si sarebbe accesa se il popolo non si fosse convertito. Come segno di purificazione dei peccati, il figlio del sacerdote Zaccaria battezzava nelle acque del Giordano, a Betania al di là del Giordano. Egli si ricordava che il profeta Ezechiele, sacerdote anche lui, parlava di un'alleanza nuova, caratterizzata dalla purificazione dei peccati e dal dono di un cuore nuovo.

La speranza messianica rifioriva nel popolo che soffriva per l'occupazione romana. Alcuni pensavano che il Battista fosse il Messia, ma Giovanni rifiutava questo titolo. Egli non faceva che battezzare con l'acqua. Quando vide venire Gesù da Nazaret, dichiarò: "Ecco l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo". L'Agnello della nuova Pasqua è lui. Il Servo del Signore, paragonato a un agnello muto davanti ai tosatori, è lui. Il nuovo Isacco, paragonato da Abramo all'agnello del sacrificio, è lui.

Gesù volle mescolarsi alla folla penitente e, all'appello di Giovanni, scese nel Giordano. Come gli altri pellegrini, conobbe l'angustia e la speranza umana. Fu allora che lo Spirito Santo scese su di lui e si posò su di lui. La voce del Padre dichiarò: "Questi è il Figlio mio prediletto", riprendendo il titolo già presente nei poemi del Servo del Signore (nel profeta Isaia).

Nel Giordano Gesù è investito della missione di Messia. Come il Servo del Signore, riceve la missione di essere la luce del mondo. A partire da quell'istante, Gesù si presenta come un profeta inviato da Dio e animato dal suo Spirito. Il Padre ha posto tutto nelle sue mani. Egli ha la coscienza unica della sua relazione con il Padre. Quando esce dal Giordano, egli prega: ha la rivelazione che lo slancio filiale che lo porta verso il Padre è preceduto da un movimento del Padre verso di lui. Il momento che seguì il suo Battesimo fu un momento di illuminazione interiore capace di rischiarare tutta la sua vita. Gesù intravede chiaramente la sua missione: è scelto per portare agli uomini la rivelazione che ha appena ricevuto. Nel contatto con Dio, ha ricevuto la rivelazione dell'amore di Dio per tutti gli uomini. In lui Dio si è fatto vicino dell'uomo. Una forza interiore lo spinge a comunicare agli uomini quello che ha vissuto lui stesso.

Tutto il Vangelo nasce da questa esperienza vissuta da Gesù al momento del suo Battesimo. Egli è stato indicato come il Servo: non lo interessa il messianismo trionfalista, ma quello del Servo sofferente. Egli battezzerà nello Spirito Santo e nel fuoco. Quella teofania (visione) si ripeterà al momento della Trasfigurazione di Gesù, quando Mosè ed Elia verranno a rendere testimonianza a lui.

"Potete voi essere battezzati con il battesimo con cui io devo essere battezzato?" domandò Gesù ai figli di Zebedeo che volevano sedere alla sua destra e alla sua sinistra nel Regno. Il vero Battesimo di Gesù fu la sua immersione nella morte. Anche il cristiano che viene battezzato viene immerso nella morte di Gesù. Discende con Gesù nella morte e risuscita con lui.

Il Papa ha voluto fare un pellegrinaggio ai due luoghi tradizionali che evocano il Battesimo di Gesù per porre una domanda ai cristiani: Che avete fatto del vostro battesimo? Il discepolo non è più grande del Maestro, deve accettare di morire ogni giorno al peccato per vivere la vita di Dio.

Quando benedirà la casa dei neocatecumeni, che vogliono riscoprire le tappe del catecumenato dopo il battesimo, il Papa rifletterà ancora sulla teologia del battesimo. I Padri lo presentavano come descensus e ascensus: scendere nella morte del Cristo e risalire con lui con la forza dello Spirito. Per vivere le Beatitudini bisogna entrare nella logica del battesimo, rinunciare ai valori del mondo per aprirsi a quelli del Regno di Dio. Il pellegrino va all'essenziale e l'essenziale della vita cristiana è il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito. È la vita di comunione trinitaria. Ecco quello che il Papa intende richiamare ai cristiani visitando il Giordano.

Frédéric Manns (trad. A. Niccacci)



Created / Updated Monday, March 06, 2000 at 12:55:50