Franciscan Custody of the Holy Land - 06/03/2000 info: custodia@netvision.net.il
I Cristiani d’Israele

"Vita e morte dei cristiani d’Oriente". Questo è il titolo di un’opera scientifica sul Cristianesimo orientale. Piuttosto che analizzare delle statistiche, bisognerebbe parlare del Mistero pasquale della morte e risurrezione che segna la cristianità orientale. Niente di più menzognero di una statistica. Questo è vero. Quando si parla di cristiani della Terra Santa, bisogna tener conto che numerosi immigrati russi (certi parlano del 50%) sarebbero cristiani, anche non appaiono nelle statistiche ufficiali. Allo stesso modo certi etiopi potrebbero essere d’origine cristiana. Ancor più, quando si parla di cristiani della Terra Santa, si indica così le comunità arabe. Ora si dimentica di segnalare l’esistenza di una piccola comunità d’espressione ebraica. Stando così le cose bisogna ben dare delle statistiche.

La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani riunisce ogni anno numerosi fedeli. L’istituto ecumenico di Tantour lavora molto per l’unità dei cristiani. Infine l’anglicani hanno elaborato una teologia della liberazione palestinese (N.Ateek), che è stato seguito dai greci cattolici (G.Khoury). Dal 1991 bisogna notare che sotto la direzione del nunzio apostolico l’assemblea degli ordinari della Terra Santa- con il Custode della Terra Santa- si riunisce ogni mese per una preghiera comune e una condivisione dei problemi concreti. I Patriarchi ortodosso, armeno e latino, si ritrovano, quanto a loro, una volta al mese per discutere dei problemi delle loro comunità. Dall’Intifada hanno firmato dei numerosi testi comuni, in particolare il Memorandum su Gerusalemme.

Una parola di storia non è superflua per situare le differenti chiese nel loro contesto. E’ nel 451 che una divisione importante fu introdotta nella Chiesa da quando il Concilio di Calcedonia defisse le due nature, diva ed umana, di Cristo. Per i cristiani della Siria, dell’Armenia, dell’Egitto e dell’Etiopia il Cristo si caratterizza da principio attraverso la sua natura divina. Le si indica falsamente sotto il nome di monofisite (una solo natura).

Una nuova scissione è introdotta tra il ramo orientale ed il remo occidentale, da quando nel 1054 il patriarca di Costantinopoli, Michele Cerulario, rifiuta l’autorità del Papa. La Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica romana camminano da allora in maniera indipendente. La Chiesa greca Ortodossa fondò la Chiesa rumena Ortodossa e la Chiesa russa ortodossa (rossa e bianca).

Dal XVI secolo dei membri delle Chiese dette monofisite si riavvicinano a Roma e formano le Chiese unite: i greci cattolici, i copti cattolici ed i cattolici armeni.

Dalla Riforma dei cristiani rifiutano l’autorità del Papa. La Chiesa luterana e la Chiesa anglicana vedono allora il giorno. Differenti Chiese protestanti (una quindicina) sono presenti in Gerusalemme.

Dopo la dolorosa esperienza delle Crociate, i figli di San Francesco furono incaricati dalla Chiesa di custodire i luoghi santi. La loro presenza dovette permettere l’acceso ai luoghi santi ai pellegrini che giungono dall’occidente. L’esperienza militare delle crociate s’era dimostrata incapace d’assicurare il libero accesso dei pellegrini cristiani ai luoghi santi. Grazie a molta pazienza e delicatezza dei figli del Poverello poterono ottenere questa libertà relativa di pregare sui luoghi consacrati dalla presenza di Gesù. Ma, se il passato aveva la sua importanza, il presente aveva delle esigenze ancora più forti. C’erano le comunità locali dei cristiani di cui bisognava occuparsi. Impossibile limitare la Terra Santa ai soli luoghi santi. Le pietre vive hanno la priorità sulle vecchie pietre. Fino al secolo scorso i francescani erano quasi i soli responsabili della pastorale in Terra Santa. Ogni parrocchia aveva la sua scuola per estendere il suo raggio. E’ significativo che il capitolo generale del 1645 ebbe decretato che ai ragazzi delle scuole parrocchiali di Gerusalemme, Betlemme e Nazareth, fosse servito ogni giorno il pranzo poiché i bambini erano in classe fino al pomeriggio.

Già da un secolo la Santa Sede ha ristabilito il Patriarcato latino e gli ha affidato la carica pastorale. I Francescani comunque conservano le parrocchie di Gerusalemme, Betlemme, Nazareth, Gerico, Cana, Giaffa e San Giovanni d’Acri. Ogni parrocchia mantiene fino ad oggi la sua scuola. In più le scuole parrocchiali femminili sono affidate dalla Custodia ai religiosi di S.Giuseppe dell’apparizione.

Da quando la vecchia città di Gerusalemme era un’isola chiusa —questa situazione è durata fino alla guerra dei sei giorni del 1967- fu necessario assicurare del lavoro ai cristiani e spesso lo stesso alloggio. Al Convento di San Salvatore furono create delle numerose scuole d’artigianato: una calzoleria e una fonderia, una falegnameria, un’enoteca, una scuola d’ organo, una maglieria ed una tipografia. Delle numerose scuole furono chiuse da quando la vecchia città ha trovato uno statuto aperto dopo la guerra del 1967. La tipografia resta sempre in servizio.

Tra le opere sociali al servizio dei cristiani arabi ci sono attualmente ventuno collegi e tre orfanotrofi, che comportano delle spese considerevoli alla Custodia. Lungi da essere delle fonti di guadagno come è il caso in Europa, i collegi sono dei pesi finanziari, ma anche una garanzia della libertà d’insegnamento. Tutte le minoranze religiose conoscono questa sorte in Oriente.

Le attività pastorali tradizionali sono lo scoutismo per i giovani e l’Azione Cattolica e la Legione di Maria per gli adulti. Il folklore è molto attivo tra gli orientali. Così i cortei degli scout che accolgono il Patriarca a Betlemme durante la veglia di Natale oppure il Custode a Nazareth attirano ancora le folle. Ogni anno una marcia di giovani permette ai cristiani di conoscersi meglio.Allo stesso modo delle numerose confraternite si radunano tra di loro. Il cristianesimo arabo non ha ancora dato ai laici il loro reale posto per uno spettatore occidentale. Occorrerà ancora del tempo perché le comunità cristiane, lungamente assistite trovino la loro indipendenza ed accedano ad una maturità più grande. La Chiesa di Gerusalemme, guidata ora da un Pastore arabo, saprà formare dei cristiani adulti, non si può dubitarne.

La situazione politica molto tesa ed il rafforzarsi degli integralismi di ogni genere hanno scoraggiato molto i cristiani. L’avvenire resta nelle mani di Dio. I cristiani saranno sempre un piccolo resto che dovrà testimoniare in mezzo ai Giudei e Mussulmani un Dio crocifisso per amore e che Dio ha resuscitato nella Gloria. Attraverso immense prove le Chiese d’oriente e d’occidente hanno saputo mantenere la vitalità della loro liturgia e celebrare instancabilmente presso i luoghi santi l’Eucarestia. La pratica cristiana anche se in minoranza è restata fondamentalmente una pratica eucaristica. La Chiesa madre di Gerusalemme sa che il memoriale eucaristico è al cuore del suo combattimento spirituale, che incorpora nella storia quotidiana le energie pasquali del perdono e dell’azione di Grazia. Esiste una Terra Santa eucaristica che i pellegrini non conoscono. Durante la Quaresima la celebrazione delle vigilie al Santo Sepolcro proclama la fede al ritorno di Cristo e ridona la speranza a un popolo così duramente provato. I cristiani della Terra Santa non rivengono da un passato cristiano. La loro Chiesa non rappresenta nessuna forza: essa si presenta a mani nude, ma questa povertà è la sua grazia. Essa celebra il memoriale della pasqua del Signore nei momenti difficili della sua storia. Essa opera una riabilitazione eucaristica della sua storia che ne libera le potenze del perdono e della lode. Essa vuole convertire la memoria in memoriale.

E’ nella coscienza del perdono ricevuto che essa può impegnarsi nel lavoro di riconciliazione delle memorie. Riconciliare i figli di Isacco e di Ismaele, ma anche riconciliarsi tra cristiani. Ciò che vale per i muri di separazione che dividono gli uomini del Medio Oriente vale prima per i cristiani divisi.

La guarigione pasquale delle memorie permette di ritornare sul passato senza far portare sulle spalle di coloro che verranno dopo di noi dei pesi intollerabili. A livello di cristiano di base si può parlare di una vera aspirazione all’unità. I matrimoni misti si moltiplicano e facilitano il dialogo quotidiano. Gerusalemme ha nella sua anima uno spazio per tutti i credenti. E’ in questa visione di riconciliazione che il Sinodo di Gerusalemme è stato celebrato.

La storia recente ha mostrato come il coraggio della verità, la solidarietà delle coscienze e la fede coraggiosa operando per la carità sono principi della storia capaci di fare una apertura nell’avvenire là dove sembrava senza uscita. Rinunciare alla paura, ritrovare una fiducia da bambino in Dio, il maestro della storia, tali sono i frutti della celebrazione eucaristica.

Frédéric Manns (trad. G. Corini)



Created / Updated Monday, March 06, 2000 at 13:24:18