Franciscan Custody of the Holy Land - 06/03/2000 info: custodia@netvision.net.il
L’Opera di S. Giacomo

L’Opera di S. Giacomo Apostolo, è stata fondata nel 1954 per rispondere ai bisogni pastorali dei cristiani giunti in Israele insieme alle immigrazioni conseguenti alla nascita dello Stato di Israele.

Si tratta di un’opera diocesana che fa capo al vescovo locale, cioè il Patriarca Latino di Gerusalemme. Ha anche un Vicario Patriarcale che rappresenta il vescovo e che segue più da vicino le attività pastorali delle comunità. E’ composta prevalentemente da cristiani di origini giudaiche e ma ci sono anche cristiani "gentili". La peculiarità di quest’opera è che tutti i membri sono di lingua ebraica, e perciò tutta la liturgia è in ebraico moderno. Per questo l’Opera è anche chiamata "Chiesa Cattolica di lingua ebraica", o "Chiesa Cattolica in Israele". Sono circa trecento persone in tutto Israele, divisi in quattro comunità: Beer Sheva, Tel Aviv-Jaffo, Gerusalemme, Haifa. Ogni comunità è guidata da un sacerdote (attualmente, però le sedi di Jaffo e Haifa sono scoperte) che cura la liturgia e la pastorale.

Ciascuna comunità ha un suo proprio carattere. Beer Sheva, ad esempio, essendo l’unica chiesa in tutto il Sud di Israele, accoglie tutti i cristiani della zona, senza distinzione alcuna, ed è composta prevalentemente da famiglie. Gerusalemme invece ha una componente significativa di religiosi e religiose, mentre le famiglie sono meno numerose.

Attualmente l’Opera è in fase di ristrutturazione giuridica. Si vuole cioè adattare l’opera alle mutate situazioni sia ecclesiali che sociali. Si sta riscrivendo cioè lo statuto dell’Opera, aggiornandolo al nuovo Codice di Diritto Canonico della Chiesa Cattolica. È in fase di ultimazione il nuovo messale liturgico e il rituale, tutti in ebraico. Si sta preparando un sussidio catechetico, sempre in ebraico. Quest’ultime opere hanno richiesto molto sforzo, ma saranno certamente di grande aiuto per tutti gli operatori pastorali.

Anche sul piano delle strutture l’Opera si sta "aggiornando", soprattutto a Gerusalemme; è in fase di ultimazione la nuova sede, più spaziosa e accogliente, che consentirà di svolgere più serenamente e organicamente le attività pastorali.

Vivendo in contesto ebraico e essendo l’Opera composta per lo più da persone di origini ebraiche, tutta la catechesi e la liturgia è impostata in maniera adeguata al luogo e alle persone. È importante, ad esempio, avere sempre ben chiara la continuità (e non l’antitesi) tra l’antica legge e la nuova. I cristiani di origini ebraiche, infatti, vedono in Gesù il completamento, il punto di arrivo, la pienezza di tutto l’antico. Essi sentono di non avere perso nulla delle loro radici ebraiche. Al contrario vedono in Lui la sintesi e il frutto di tutta l’esperienza religiosa del loro popolo, con il quale vogliono essere solidali in tutto, nonostante le difficoltà e le incomprensioni.

Il loro rapporto con la Chiesa è "sofferto". Le persecuzioni e incomprensioni del passato li rendono a volte eccessivamente sospettosi. Ma è significativo constatare come, nonostante ciò, sentono e capiscono che è in "questa" chiesa che possono incontrare e vivere Cristo.

L’Opera di S. Giacomo ha il grande merito di permettere l’esistenza di una comunità ecclesiale in Israele, che ha cercato di acquisire e radicare nella Chiesa l’importanza della comprensione del mistero di Israele. Questa comunità è una vera e propria Chiesa in Israele, piccola certamente, ma vivace e attiva.

Pierbattista Pizzaballa



Created / Updated Monday, March 06, 2000 at 13:47:11