Franciscan Custody of the Holy Land - 09/03/2000 info: custodia@netvision.net.il

Lettera del Santo Padre Papa Giovanni XXIII
al Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori
in occasione dei quattro secoli di presenza dei Frati Minori
nel Convento del Santo Salvatore nella città di Gerusalemme

GIOVANNI PAPA XXIII

Diletto figlio, salute e apostolica Benedizione

La Chiesa Cattolica in ogni tempo con singolare sollecitudine e ardente amore di carità fu solita percorrere con pietà e amore i sacri Luoghi della Palestina, culla della nostra religione. E sempre, con animo commosso, i fedeli si recarono a quei monumenti commemoranti la natività, la vita e la morte del Redentore divino, "come a certi vessilli eretti per la gloria del Signore" (S. Gerolamo, Ep. 46). Per cui è per i tuoi confratelli una gloria non peritura, diletto figlio; essi, raccolta la tutela di quei Luoghi santi, con ogni mezzo si sforzarono perchè quel comune e preziosissimo patrimonio dei cristiani fosse conservato intatto.

Queste glorie poi, custodite in lettere d'oro tra i fasti della Chiesa, un evento felicissimo le riporta alla vostra memoria: cioè il compimento del quarto secolo da cui la sede dei Frati Minori è stata definitivamente fissata nel convento del S. Salvatore. Il che costituì un certo sollievo per i Francescani, che otto anni prima erano stati cacciati dal Cenacolo non senza un dolore profondo nell'animo e fu rallegrato da un meritatissimo premio grazie alla loro invitta costanza, per cui, non risparmiando nessun genere di fatica, né atterriti dai pericoli, valorosamente si mantennero nell'ufficio loro assegnato. E' lungo il seguire i benefici che durante il passare dei secoli provennero, e i cui effetti, quale abbondantissimo fiume, si estesero non solo in Palestina, ma anche nelle prossime regioni del vicino Oriente. Ricordiamo quelle opere di apostolato e di carità e molte altre iniziative, che colà furono intraprese e per le quali oggi di giorno in giorno si manifesta il campo della Chiesa per spiegare la forza del suo ministero.

E certamente è noto a Noi quanto si debba alla vigilanza dei tuoi religiosi se ai fedeli peregrinanti ai Luoghi Santi sia lecito ancora baciare con animo colmo di venerazione e ardente amore le sacre vestigia di nostro Signore.

Diletto figlio, reputiamo opportuno che tali fatti siano da voi commemorati degnamente sia perché vengano rese degne lodi al Signore, sia perché l'avita gloria delle gesta compiute stimoli l'emulazione.

Spinti dall'esempio dei vostri predecessori, i quali in verità talvolta hanno sacrificato col sangue la stessa vita per questa nobilissima causa, i tuoi confratelli valutino fra sé quanto sia grande una tale opera e quanti buoni effetti per la cristianità sia da sperare ne derivino a buon diritto.

C'è anche qualcos'altro che è il caso di porre in giusta luce in questa occasione. Infatti, mentre facciamo memoria dei meriti del tuo Ordine, proviamo nel Nostro animo gratitudine verso la pietà dei fedeli di tutto il mondo, i quali si sono prodigati e si prodigano con tutte le forze per sostenere la causa dei Luoghi Santi. Desideriamo ardentemente, diletto figlio, che questi sforzi di carità non solo non rallentino, ma siano favoriti e promossi. Per cui, rinnovando l'interessamento dei Nostri Predecessori riguardo questa problematica, approfittiamo volentieri di questa opportunità per confermare le norme date dai Sommi Pontefici di felice memoria Leone XIII e Benedetto XV, mediante le quali si stabilisce che "nella chiesa parrocchiale di qualsiasi diocesi, almeno una volta all'anno, cioè nel Venerdì Santo, oppure in altro giorno da fissare a parere dell'Ordinario, vengano rese note ai fedeli le necessità dei Luoghi Santi (AAS, X, 1918, p.437-439).

E ciò lo facciamo tanto più insistentemente, in quanto a causa delle gravi circostanze, come tutti sanno, è richiesto un maggiore spirito di carità. Non sia mai che, siccome in quelle regioni sono molti gli istituti e le iniziative intese a promuovere la fede cattolica, queste, raffreddandosi la generosità del popolo cristiano, non siano più in grado di prestare la loro opera, esse che nei tempi passati si sono rese tanto benemerite della Chiesa.

Frattanto preghiamo fervidamente l'Onnipotente Dio, che vi assista propizio e nello stesso tempo, per mezzo vostro, la Causa dei Luoghi Santi trovi favorevoli sviluppi.

Quanto ci auguriamo e desideriamo che sia resa testimonianza di gratitudine a quella terra, che è stata Patria del Verbo Incarnato, e dalla quale è partita la predicazione del Vangelo per tutto il mondo.

Ciò che ci auguriamo con ardenti desideri, affinché a quella regione sia resa testimonianza di riconoscenza, - è stata la patria del Verbo Incarnato - e dalla quale è partita per tutto il mondo la predicazione apostolica.

Di questi voti sia auspice la Benedizione Apostolica che a te diletto figlio e a tutta la tua famiglia religiosa impartiamo copiosamente.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 17 aprile, nella festa della Risurrezione del Nostro Signore Gesù Cristo, nell'anno 1960, secondo del Nostro Pontificato.

Giovanni XXIII Papa



Created / Updated Thursday, March 09, 2000 at 07:18:23