Franciscan Custody of the Holy Land - 06/03/2000 info: custodia@netvision.net.il
Custodia di Terra Santa
Ricerca Archeologica

Nel succedersi delle epoche i santuari di Terra Santa rinnovano la loro testimonianza di "memoriali" dei fatti biblici dell’ Antico e del Nuovo Testamento.

I francescani hanno custodito e conservato amorevolmente i santuari che la Provvidenza ha disposto fossero loro affidati; e - quando è stato necessario - ne hanno curato il restauro e il ripristino.

In particolare l’impegno per il ripristino ha assunto una grande importanza. La rilevazione di tutti gli elementi originali dei santuari è stata portata fino ad un’esplorazione archeologica che - ridisegnando al vivo l’ambiente che vide, e per certi aspetti caratterizzò, l’azione dei personaggi biblici - crea una sensazione d’attualità, coinvolge con una emozione vissuta e diretta. Sulle pietre si ritrovano veramente le impronte dei piedi di Cristo e dei patriarchi, come vogliono i devoti richiami antichi.

In Terra Santa l’archeologia diventa un prezioso sussidio per l’esegesi biblica e per la storia dei primi tempi della Chiesa. Un solo fortunato colpo di piccone dell’archeologo può stabilire un dato storico sul quale molte dotte congetture non avevano potuto raggiungere la certezza.

Le circostanze e le esigenze dell’ultimo secolo hanno indotto la Custodia ad affiancare alle proprie attività la ricerca archeologica e ad assegnarle il massimo possibile di personale e di finanziamenti.

L’archeologia è una scienza dai tempi lunghi, severa, che esige impegno rigoroso ed esclusivo. E certamente nel disegno missionario, che guidò alla fondazione della Custodia, non si poteva ipotizzare il "frate archeologo". Ma è ugualmente certo che i frati archeologi della Custodia (oggi formano un piccolo gruppo, che ha il suo centro e il suo riferimento nello Studium Biblicum Franciscanum della Flagellazione in Gerusalemme) godono del compiacimento del Serafico Padre. Il loro lavoro è connaturato allo spirito di preghiera e di devozione ed è espressione di spirito missionario, in quanto ripropone in una forma singolare - psicologicamente aggressiva e suadente - fatti e implicazioni del mistero della salvezza.

L’attività archeologica dei francescani inizia alla fine del secolo XIX, quando la necessità di completare il servizio di "custodia" materiale e devozionale dei santuari con una loro conoscenza scientifica diventa impellente a causa della mentalità culturale sviluppatasi nelle nazioni più evolute. E viene pure indirettamente sollecitata da numerose esplorazioni archeologiche avviate in Palestina da altri enti religiosi, università, fondazioni culturali ecc.

Nel 1895 furono trovati per caso alcuni frammenti musivi nelle vicinanze della grotta dell’Annunciazione a Nazaret. La Custodia incaricò il P.Prospero Viaud di esplorare con uno scavo sistematico la zona. P.Viaud ritrovò le fondazioni delle tre absidi e di altre parti di muro dell’antica basilica crociata. Furono rinvenuti pure cinque capitelli crociati, di stile romanico, perfettamente conservati, raffiguranti in altorilievo episodi della vita di alcuni apostoli. Lo scavo all’Annunciazione di Nazaret doveva essere completato mezzo secolo dopo, prima della costruzione della nuova basilica. Il P.Viaud esplorò - sempre a Nazaret - anche i sotterranei della chiesa di S.Giuseppe e lasciò testimonianza dettagliata degli scavi in un volume che inaugurò una felice tradizione della Custodia.

Questi limitati e fortunati scavi di Nazaret costituiscono il test su cui venne elaborato un programma e furono sviluppate le linee di un’attività propria in questo settore.

Al gruppo di studiosi di cui sopra venne affidata l’esplorazione archeologica dei santuari dove la Custodia era già presente. La loro opera fu pure indirizzata ad altri luoghi interessanti che vennero acquistati sia per riscontrare la tradizione orale che vi indicava la sede degli antichi santuari, sia per riaccendervi eventualmente il focolare di culto già creato dalla devozione di generazioni precedenti.

Gli scavi hanno ovviamente privilegiato luoghi legati al Nuovo Testamento. Ma non sono rari quelli che riguardano - anche per motivi di collegamento ai fatti evangelici - luoghi dell’ Antico Testamento. Occasionalmente ci si è occupati di luoghi con caratteristiche diverse (come l’Herodion). L’impegno della Custodia, come è ovvio, anche dal punto di vista finanziario è abbastanza oneroso.

Diamo una relazione sintetica di questi lavori. Risulteranno evidenti le difficoltà degli archeologi, costretti a ricercare ogni volta le impronte del santuario primitivo passando attraverso i resti dei santuari successivi, molto difficili da analizzare per i danni operati sia dal tempo, sia da causa naturali (terremoti ecc.) o fortuite (incendi ecc.), sia dalle asportazioni e dalle trasformazioni operate dagli uomini.

1894. La Custodia - per opera di Giuseppe Baldi, un fraticello che non è sacerdote e non ha grande cultura, ma possiede una straordinaria abilità fatta di pazienza e di acume nel trattare con le popolazioni locali - acquista presso le rive del lago di Tiberiade, località Tell Hum, un’area dove emerge dal terreno un ammasso di rovine. Qualche decennio prima gli archeologi vi hanno individuato i resti della sinagoga di Cafarnao. Cafarnao è nota nel vangelo come "la città di Gesù", nel senso che fu la base della sua vita pubblica. Nel libro sacro sono ricordati frequentemente due luoghi specifici della città, la sinagoga e la casa di Pietro che ospitava abitualmente Gesù.

1906. Dal 1906 al 1914 Fr. Vendelino Hinter Kenser da Menden effettua scavi a Cafarnao, nell’area del villaggio ad ovest della sinagoga.

1919. P.Gaudenzio Orfali, francescano della Custodia nativo di Nazaret, perfezionatosi negli studi a Friburgo e Roma, primo rettore dello Studio Biblico della Flagellazione, compie scavi al Getsemani negli anni 1919-1920.

1921. P.Orfali lavora dal 1921 al 1926 fra le rovine di Tell Hum (Cafarnao). Seguendo l’ipotesi di studiosi precedenti, innalza il muro nord e quattro colonne della sinagoga, ridando un’idea del monumento eretto nel sec. IV, in sostituzione del precedente edificio del tempo di Cristo che sorgeva forse nello stesso luogo e sulle stesse fondazioni. Nel corso dei lavori, P.Orfali scopre, trenta metri a sud della sinagoga, il tracciato di una chiesa ottagonale bizantina. Là sotto, quarant’anni più tardi, altri archeologi della Custodia ritroveranno le vestigia della casa di Pietro, trasformata in santuario dai giudeo-cristiani. In pratica P.Orfali, che muore tragicamente il 19 aprile 1926 in un incidente automobilistico, ripropone all’attenzione dei dotti e alla devozione dei cristiani i due poli dela vita di Gesù a Cafarnao: la casa dove abitava e la sinagoga dove pregava e insegnava.

1933. Il Monte Nebo, in Giordania, vicino al confine con la Palestina, è il luogo sacro agli ultimi tempi della vita di Mosè. Nel 1932 la Custodia acquista la cima del Monte Nebo, con lo scopo, oltre quello naturalmente di mantenere alla devozione un luogo sacro, che vi sia organizzata una campagna di scavi da parte dello Studium Biblicum Franciscanum. Professori e studenti sono sul posto utilizzando le torride settimane - dal 14 luglio al 29 settembre - delle vacanze estive, sotto la guida di P.Silvestro Saller. Gli scavi confermano la tradizione orale e le fonti letterarie antiche: sul monte è stato costruito - fra il IV e l’VIII secolo - un importante complesso monastico, con una grandiosa basilica costruita in memoria di Mosè.

1935. Per incarico del Custode P.Nazzareno Jacopozzi, i padri Saller e Bagatti compiono brevi scavi-sondaggio a Magdala e Tabgha per accertare il valore archeologico dei due luoghi e giustificare eventuali più estese campagne di scavi.

1936. Sulla sponda del lago di Tiberiade, sul colle detto delle ‘Beatitudini’ vicino al santuario della Moltiplicazione dei Pani, nel 1936 il P.Bagatti esegue uno scavo che mette allo scoperto le rovine di una chiesetta mosaicata del IV secolo e restaurata nel VI, costruita sopra una grotta, nel luogo dove Gesù, secondo la tradizione, ha proclamato le beatutidini evangeliche.

1938. In occasione dei lavori per la ricostruzione del santuario della Visitazione ad Ain Karem, nel 1938 il P.Bagatti conduce un’esauriente esplorazione archeologica. Risulta che la sorgente è stata inglobata in epoca bizantina in una cappella, con raccolta di acqua in una vasca attigua e che, successivamente, tale cappella è stata incorporata come cripta nella basilica crociata del Magnificat.

1940. Il convento di Emmaus, appartenente alla Custodia, nel 1940 viene adibito a campo di concentramento per i frati della stessa Custodia di nazionalità italiana. Approfittando della circostanza, i confinati, insieme agli studenti francescani del seminario di S.Salvatore, tutti sotto la direzione del P.Bagatti, conducono dal 1940 al 1944 una esauriente esplorazione archeologica (che aveva avuto qualche precedente alla fine del secolo XIX). Riprende fisionomia il villaggio romano-bizantino-crociato. Risulta che la casa incorporata nella basilica, ricordante la manifestazione di Cristo ai due discepoli sfiduciati la sera di Pasqua, non è anacronistica.

1941. Ad Ain Karem, nel 1941-42, il P.Saller studia il santuario legato alla memoria di S.Giovanni Battista. Vengono scoperte ampie testimonianze di culto cristiano in periodo bizantino, su resti di costruzioni di epoca romana.

1944. Il P.Bagatti segue dal punto di vista archeologico i lavori di restauro della chiesa di S.Pietro a Tiberiade, originariamente crociata.

1948. I lavori di restauro della chiesa di S.Caterina, attigua alla basilica della Natività a Betlemme, iniziati nel 1948, danno occasione al P.Bagatti di avviare la complessa verifica archeologica del santuario e delle zone viciniori, e con l’aiuto unitamente delle fonte letterarie antiche, puntualizzare le varie fasi storiche del venerabile monumento.

Agli studi di P.Bagatti, che hanno condotto all’approfondimento della storia antica di tutta la cittadina di Betlemme, si sono aggiunti quelli del p.Corbo (scavi al Campo dei Pastori e ai monasteri dei dintorni).

1949. Sotto la direzione di P.Saller vengono compiuti a Betania gli studi delle rovine acquistate dalal Custodia nel 1889 a est della Tomba di Lazzaro. Viene rilevato che il luogo è stato abitato ininterrottamente dal periodo romano al secolo VI dopo Cristo, e che vi sono state costruite in diverse epoche tre chiese, l’ultima crociata. In questo luogo la Custodia costruirà nel 1952-53 il santuario attuale, su disegno di Antonio Barluzzi. Nel corso degli scavi si è accertata l’esistenza di altri antichi ambienti cristiani, impossibili da esplorare perché inglobati nell’ex-santuario sopra la Tomba di Lazzaro trasformato dal secolo XVI in moschea.

1951. Il P.Corbo, nel 1951-52, prima della costruzione del nuovo santuario del ‘Gloria in excelsis’, esplora nel Campo dei Pastori presso Betlemme le rovine di un antico monastero bizantino e di altri antichi edifici sorti in relazione al fatto evangelico della vissione dei pastori la notte di Natale.

1953. Il P.Bagatti, dal 1953 al 1955 effettua scavi al "Dominus flevit" sul pendio del Monte degli Ulivi, vicino al Getsemani. Insieme ai resti della prima cappella che ricordava ai cristiani il pianto di Gesù sulla città, destinata a essere distrutta dai Romani, vengono scoperte le vestigia di una necropoli romana e bizantina nonché una tomba del periodo gebuseo (XV-XIV sec. a.C.).

1954. Durante i lavori di restauro del santuario di Betfage, effettuati da Antonio Barluzzi, è completata l’esplorazione archeologica ad opera di P.Saller. I risultati delle successive ricerche vengono pubblicati nel 1961 in una sintesi che chiarisce (anche per le interessanti illustrazioni dei graffiti, trascritti e interpretati da P.Testa) la storia del villaggio evangelico.

1954. Il P.Bagatti, per incarico del Custode P.Giacinto Faccio, inizia la ricognizione archeologica nella zona del santuario dell’Annunciazione a Nazaret, preliminare alla costruzione dell’attuale santuario. I lavori di esplorazione e di sistemazione durano fino al 1960, paralleli, a un certo momento, alla costruzione della nuova basilica. Vengono rinvenuti elementi che consentono di risalire nella vita del villaggio fino al Bronzo Medio e al periodo del Ferro. Ricompare la fisionomia del villaggio all’epoca di Giuseppe e Maria. Si documentano gli edifici cultuali del I secolo, realizzati dai parenti di Gesù, dove risultano elementi di devozione mariana. È possibile riscontrare la planimetria della basilica bizantina e di quella crociata alcuni resti della quale già messi in luce dal P.Viaud.

1956. La Grotta al Getsemani, fra la basilica dell’Assunzione (tomba della Madonna) e quella dell’Agonia, luogo sempre venerato perché, secondo la tradizione, Cristo con gli Apostoli vi si ritirava spesso a pregare e a riposare, viene danneggiata gravemente da un’alluvione che la riempie di melma. Mentre, nel 1956, viene rimessa in sesto, il P.Virgilio Corbo grazie a un’esplorazione archeologica accerta che la grotta, originariamente adibita a scopi agricoli, con frantoio e vasca, è stata nei primi secoli dell’era cristiana trasformata in chiesa rupestre a ricordo della frequente presenza di Gesù. Fra gli altri elementi rilevati, alcuni graffiti relativi a sepolture.

1959. Il P.Corbo conduce scavi parziali nell’area del santuario dell’Ascensione sul Monte degli Ulivi. Gli scavi accertano il livello naturale dell’altura e forniscono interessanti elementi di comparazione con le fonti letterarie. Da esse si aveva notizia di un edificio bizantino a cui successivamente era stato sovrapposto un secondo edificio crociato, a sua volta poi notevolmente modificato e trasformato in moschea.

1960. Il P.Bagatti, per incarico dei Padri Carmelitani che custodiscono il santuario, dirige - 1960-61 - sul Monte Carmelo, gli scavi che rimettono in luce le vestigia del Protomonastero dell’Ordine Carmelitano, fondato da S.Broccardo nel secolo XIII.

1961. L’inizio dei lavori di restauro nella basilica del S.Sepolcro permette un approfondito esame archeologico del sottosuolo e delle antiche strutture. Lavoro assai complesso e difficoltoso, che ha già toccato varie parti della basilica e che impegnerà ancora parecchio gli studiosi. La basilica è officiata dai Latini (francescani), dai Greci, dagli Armeni e da altre comunità minori non cattoliche. P.Corbo ha l’incarico di esplorare le parti del monumento di proprietà comune e quelle di proprietà della CUstodia. Nel corso di questi lavori ha avuto conferme che la tomba di Gesù era situata in una cava di pietra abbandonata e trasformata in orto. Ha rilevato tracce sia di culto cristiano anteriori all’epoca costantiniana, sia di edifici adrianei di Aelia Capitolina di cui parla Eusebio. Ha individuato molti importanti elementi relativi al restauro del vescovo Modesto (629), di Costantino Monomaco (1048) e dei Crociati (1149).

1962. In quattro campagne (1962-67) di scavi, condotte anche grazie a sussidi del Governo italiano, il P.Corbo effettua la ricognizione del palazzo-fortezza costruito presso Betlemme da Erode il Grande. Il complesso che si chiamò Herodion per volontà del suo costruttore, rappresenta una delle attrattive turistiche della Palestina. L’importante materiale epigrafico (iscrizioni, graffiti ecc.) ritrovato in questi scavi è stato decifrato e trascritto da P.Emanuele Testa; il materiale ceramico da P.Stanislao Loffreda; le monete da P.Augusto Spijkerman. Il monumento si ripresenta nella sua originale fisiononia di reggia-fortezza, con le terme, i giardini, il sontuoso impianto architettonico sull’altura tutto circondato da una poderosa cinta fortificata. Sono poste in evidenza anche le vestigia di monasteri dei secoli IV, V, VI.

1968. Il P.Loffreda esplora la zona del santuario del Primato a Tabgha, presso Cafarnao. Viene accertato che l’abitato di Cafarnao evangelica non arrivava alla zona; che la prima chiesa risale a fine secolo IV-inizio secolo V, che vi si sovrapponevano altre tre chiese prima dell’attuale modesto santuario francescano.

1968. La Custodia, usufruendo anche di sussidi del Governo italiano, inizia nel 1968 un’impegnativa campagna di scavi a Cafarnao, diretta dai Padri Corbo e Loffreda. Sono già state effettuate oltre dieci campagne e gli scavi continuano. È rimessa in luce la casa di Simon Pietro e di suo fratello Andrea che, nel periodo della sua "vita pubblica", ospitava Gesù. "Gli scavi hanno permesso (scrive P.Corbo) di ricomporre tutta la storia di questa casa straordinaria, dalla sua costruzione nell’ultimo periodo ellenistico, all’occupazione pvera nei primi decenni del primo secolo per passare a segni di particolare distinzione e venerazione già nello stesso primo secolo con pavimentazione di battuto di calce ed essere perciò trasformata in "luogo di testimonianza", di culto e di assemblea. Così la casa di Simone diventò la chiesa domestica di Cafarnao, la più antica che oggi abbiamo nel mondo".

Il tutto, unito ai resti della sinagoga già esplorati ed evidenziati dalle prime campagne archeologiche, dà un’idea "attuale" dell’ambiente in cui si svolsero tanti episodi della vita di Gesù.

1969. Il P.Loffreda esplora le adiacenze del santuario della Custodia a Cana (quando, nel secolo scorso, fu costruita la chiesa, non furono praticati scavi regolari). I reperti permettono di stabilire che il primo edificio cultuale del luogo risale al secolo IV.

1970. Il P.Loffreda compie sondaggi archeologici nella chiesa della Moltiplicazione dei Pani a Tabgha.

1970. Nell’agosto il P.Bagatti compie ulteriori scavi archeologici a Nazaret, presso la chiesa di S.Giuseppe (Nutrizione).

1971. I Padri Corbo e Loffreda - mentre sono in corso i loro scavi a Cafarnao - riportano alla luce anche antiche vestigia della cittadina di Magdala, patria di Maria Maddalena.

1972. La chiesa della Tomba della Madonna (dell’Assunzione), nella valle di Giosafat al Getsemani, nel 1972 viene danneggiata da una grave alluvione. Le comunità ortodosse occupanti la chiesa decidono di fare un restauro generale dell’edicola della Tomba. P.Bagatti può seguire i lavori, studiando le antiche strutture. Viene accertato che per "onorare" la tomba scavata nella roccia, in epoca successiva essa è stata isolata, con resezione del sasso, dal resto del pendio e ricoperta da apposita edicola nel periodo crociato (come il sepolcro di Gesù). Gli scavi confermano la datazione della tomba (I secolo), nonché altri elementi che dimostrano possibile la veridicità della tradizione.

1973. Il P.Piccirillo conduce una campagna di restauro nella chiesetta dei santi Lot e Procopio, sul "tell" archeologico conosciuto con il nome arabo di Khirbet el-Mukhayyet, identificato con la città biblica di Nebo sul monte omonimo.

1976. Il P.Piccirillo, coadiuvato da un gruppo di studenti dello Studium Biblicum Franciscanum e da un’équipe di studiosi (una comunità che dà la propria opera in spirito di volontariato e di amicizia) riprende i lavori di sistemazione delle rovine sul Monte Nebo (già iniziati negli anni ‘30 da P. Saller e proseguiti negli anni 60 da P.Corbo, interrotti poi per la guerra arabo-israeliana del 1967). Lo scavo in profondità, necessario per il restauro e la rimessa in opera dei mosaici già in luce, porta alla scoperta di un grande bellissimo mosaico del secolo VI (il pavimento dell’antico battistero della basilica) perfettamente conservato.

1978. Il P.Corbo - coadiuvato dai Padri Loffreda e Piccirillo - inizia lo scavo sulla fortezza di Macheronte (Giordania) dove venne rinchiuso e decapitato il Battista.

1982. Il P.Piccirillo inizia lo scavo della zona della Chiesa della Vergine all'interno della città di Madaba.

1986. Il P.Piccirllo inizia lo scavo della città bizantina di Umm al-Rasas (Giordania) (risulterebba la città biblica di Kastron Mefa'a".

1997. Il P.Piccirillo scava le chiese del vilalgio di Nitl (tra Madaba ed Umm al-Rasas).

1998. Il P.Alliata scava all'interno del Santuario di Cana di Galilea riportando alla luce abitazioni risalenti al primo secolo.

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Il lavoro degli archeologi della Custodia di Terra Santa continua e, presumibilmente, costituirà un impegno importante per molto tempo.

Ma già da oggi si può osservare che la Custodia ha reso un servizio alal scienza e alla Chiesa.

Gli scavi hanno creato un enorme patrimonio di reperti (iscrizioni, sculture, ceramiche, oggetti, monete...) e un arricchimento di cognizioni. Sono state - per esempio - ricostruite come in una radiografia le sovrapposte planimetrie precostantiniane, bizantine e crociate dei monumenti esplorati. È stato aperto un capitolo nuovo sulla storia dei primi cristiani (i giudeo-cristiani: la "Chiesa della circoncisione").

Tre i principali aspetti del servizio ecclesiale. Primo: il riscontro dell’autenticità precostantiniana dei santuari e della loro coincidenza con il racconto del Nuovo Testamento e i dati della tradizione. Secondo: la costatazione della fede dei pellegrini che in ogni epoca hanno segnato il loro passaggio con graffiti e altre testimonianze. Terzo: il ponte gettato verso le prime generazioni della chiesa palestinese. Per alcuni aspetti nelle vicende di questa chiesa c’era un vuoto storiografico che ora si viene colmando. E questo non è soltanto un fenomeno culturale. I risultati degli scavi ci ricollegano alla fede della prima comunità dei fedeli che avevano fatto l’esperienza unica di Gesù di Nazaret nel suo passaggio sulla terra. Ci ridanno comunione teologica con la vita intima della Chiesa pulsante della forza dello Spirito Santo, svelata e partecipata a Pentecoste in un luogo specifico (il Cenacolo), in una terra e in una città specifica (la Palestina e Gerusalemme). E non altrove: per cui Paolo VI parla di una "geografia della salvezza", che - nella misura in cui possono - gli scavi archeologici della Custodia intendono illustrare e descrivere.



Created / Updated Monday, March 06, 2000 at 22:22:59