Franciscan Custody of the Holy Land - 05/03/2000 info: custodia@netvision.net.il

Ordine dei Frati Minori

Intervista al Molto Rev.
Fr Giovanni Battistelli ofm
Custode di Terra Santa

Lunedì 21 febbraio, il Molto Rev. P. Giovanni Battistelli ofm, Custode di Terra Santa, è stato ricevuto in udienza da Sua Santità Giovanni Paolo II. L'incontro è stato cordiale ed il Papa si è mostrato attento e concentrato sull'imminente visita al Sinai. Durante la visita il P. Custode ha offerto a Sua Santità il testo "Con Gesù in Terra Santa" di P. Maurillio Sacchi ofm e il Catalogo della Mostra sulla Custodia, da poco inaugurata a Palazzo Reale a Milano. P. Battistelli ha rivolto al Santo Padre il benvenuto di tutti i frati della Custodia, Giovanni Paolo II ha espresso fiducia nei Francescani, da otto secoli in Terra Santa, incoraggiandoli ad una fedeltà coraggiosa nella custodia dei luoghi della Redenzione.

Il giorno precedente l’Udienza, abbiamo raggiunto il p. Custode, nella Fraternità di Casalotti, in via Boccea a Roma, per dialogare con lui sul Pellegrinaggio del S. Padre in Terra Santa. Siamo stati accolti fraternamente (invitati a pranzo!) ed abbiamo "chiaccherato" per alcuni minuti con il p. Battistelli. Ecco quanto il Custode di Terra Santa ha detto al nostro Ufficio Comunicazione.

Il programma della visita del Papa in Terra Santa riguarderà principalmente i Luoghi della Redenzione che, nel corso dei secoli, sono stati custoditi dai Francescani di Terra Santa. Quali sono i sentimenti dei Frati minori nei confronti di questa visita?

Il pellegrinaggio del S. Padre è una attestazione di continuità e la conferma di quanto i Sommi Pontefici con il loro Magistero nel corso della storia hanno affermato sui Luoghi santi.

L’impegno dei Francescani è quello di continuare a custodire questi luoghi, ma non ci si può limitare solo al fare i "guardiani di pietre", ma deve dar voce a queste pietre che sono testimoni della presenza di Dio-in-mezzo-a-noi (Emmanuele).

Nel corso degli anni, i Frati si sono impegnati non solo nella custodia dei Luoghi della Redenzione ma hanno anche dato sostegno alla comunità cristiana che vive attorno ai Santuari. In determinati momenti i Frati hanno promosso la ripopolazione cristiana in Terra Santa e se oggi in questa terra ci sono ancora dei cristiani, lo dobbiamo alle prime famiglie che, sostenute dai Frati, hanno accettato la sfida di vivere, tra mille difficoltà, in questa terra. Tutte le comunità cattoliche presenti in Terra Santa, hanno origine da questi nuclei originari.

Tutta la Chiesa, sale con il Papa a Gerusalemme, pellegrina e penitente, per chiedere perdono ma anche per proclamare con forza la propria fede in Gesù Cristo unico salvatore e per proseguire con rinnovato slancio il suo cammino nella storia.

Siamo a conoscenza del cammino che la Chiesa locale sta percorrendo in preparazione al Grande Giubileo del 2000. Come è stata accolta la notizia della visita del Papa e come si sta vivendo l’attesa di questo grande incontro?

La notizia del Pellegrinaggio del Papa è giunta in un momento difficile per la comunità cristiana in Terra Santa perchè, come tutti sapranno, c’è stato un lungo periodo di confronto con i musulmani, sfociato anche in forti tensioni e violenze a Nazareth. Oggi, grazie a Dio, le tensioni sembrano finite e vogliamo sperare che il problema non si riaffacci alla fine del Giubileo.

Il Papa è atteso come colui che viene a rafforzare la speranza, riportare fiducia in queste comunità cristiane e riproporre, dalla terra dove è stata annunciata la prima volta, la Buona Novella di Gesù di Nazareth.

Questo sentimento di accoglienza l’ho notato anche da parte dei nostri fratelli ortodossi, che guardano al Papa con simpatia e stima, ammirandolo per il suo carisma attorno al quale noi cattolici ci ritroviamo uniti.

Quali saranno i momenti forti di questo pellegrinaggio?

Non mi limiterei a descrivere alcuni momenti, ma tutto il "Pellegrinaggio", come il S. Padre ha definito questo suo viaggio, assume una importanza eccezionale perchè ripercorre le tappe essenziali della Salvezza operata da Dio a partire dall’Incarnazione del Figlio per mezzo di Maria di Nazareth.

Giovanni Paolo II, nella Lettera in cui annunciava il desiderio di ripercorrere la Storia della Salvezza in questo Giubileo del 2000, descrive minuziosamente i luoghi dove vuole sostare. Ricordando la sua prima volta in Terra Santa nel 1965, emerge la forte impressione lasciata dalla visita ai luoghi e dall’incontro con i frati che lo accolsero e accompagnarono, come testimonia un suo scritto riportato nella lettera di annuncio: "O luogo, luogo di Terra Santa — quale spazio occupi in me! Perciò non posso calpestarti con i miei passi, debbo inginocchiarmi. E così attestare oggi che tu sei stato un luogo d'incontro… Io parto come un testimone che renderà la sua testimonianza attraverso i secoli" (K. Wojtyla, Opere letterarie. Poesie e drammi, Libreria Editrice Vaticana 1993, p. 124).

Penso che il momento a cui il S. Padre non rinuncerebbe è la Celebrazione della Solennità dell’Annunciazione a Nazareth il 25 marzo vista da lui come l’inizio del misterioso incontro tra Dio e l’uomo nel suo Figlio.

Qual'è il ruolo della Custodia all'inizio del nuovo millennio dell'era cristiana?

Paolo VI (Nobis in Animo) e Giovanni Paolo II (Lettera del 29 giugno 1999), hanno affermato che la Custodia "per disegno provvidenziale" è stata affidata all'Ordine dei Frati Minori. Grazie alla quasi totale assenza di strutture e allo stile di vita povera, semplice e itinerante insegnatoci da Francesco, i Francescani sono riusciti lì dove grandi ordini monastici, forse anche a causa di strutture troppo visibili e complesse, non sopravvissero in Terra Santa.

Siamo presenti ininterrottamente con una Fraternità internazionale in questi luoghi, dal secolo XIII, per il "desiderio di preservare" non solo muri e strutture, ma innanzitutto la memoria della morte e della resurrezione di Cristo: la visita del S. Padre, "Pietro che torna a Gerusalemme", ci conferma nella missione affidataci.

Diventa sempre più importante e vitale per la Terra Santa l'impegno come Fraternità internazionale. La nostra presenza in Terra Santa è sempre stata a carattere internazionale, e questo ha facilitato molto il contatto con tutte le realtà religiose e sociali; in alcuni luoghi viviamo fisicamente insieme ai fratelli ortodossi.

La nostra missione all'inizio del nuovo millennio rimane il "rendere vive le pietre" che custodiamo perché da esse siano generati figli di Dio! Questo impegno da noi assunto è stato sorretto dalla solidarietà e carità della Chiesa universale, manifestata in gesti concreti, uno dei quali è la colletta Pro Luoghi Santi che viene raccolta il Venerdì Santo.

L'accoglienza ai pellegrini è stata sempre una delle caratteristiche della nostra presenza in Terra Santa riconoscendo nel fenomeno, che ebbe inizio sin dall'antichità ed è stato vissuto in prima persona anche dal nostro Serafico Padre Francesco, un'invito al rinnovamento spirituale. L'Anno giubilare ci vede impegnati a curare l'accoglienza spirituale di coloro che verranno a fruire della grazia di Dio che promana da questa terra. I Frati minori di tutto il mondo hanno risposto generosamente all'invito da noi rivolto per offrire a tutti e nelle lingue più conosciute, il servizio della Riconciliazione in tutti i Santuari.

Mentre ci affacciamo con fiduciosa speranza sulla soglia del nuovo millennio cristiano scorgiamo le sfide che ci sono dinanzi. Senza attardarsi su un passato segnato da sofferenze e stanchezze, ma anche da successi e riprese, la Famiglia francescana di Terra Santa raccoglie le sfide affrontandole con la grazia dei Luoghi Santi.

John Abela ofm e Gianfranco Pinto Ostuni ofm



Created / Updated Sunday, March 05, 2000 at 22:22:15