Tabor logo

© franciscan cyberspot


MENU
  * Inizio
  * Vangelo
  * Trasfig. 1
  * Trasfig. 2
  * Trasfig. 3
  * Mc 9,2-10 A
  * Mc 9,2-10 B
  * Montagna
  * Emir
  * Documento
  * Preistoria
  * Pagani
  * Antico Test.
  * Rabbini
  * Greci
  * Romani
  * Crociati
  * Post-Croc.
  * Francescani
  * Esplorazione
  * Santuari
  * Nuovo
  * Oggi
  * Conclusione
  * Immagini 1
  * Immagini 2
  * Immagini 3
  * Immagini 4

DA ANTIOCO III ALLA I GUERRA GIUDAICA

(Teresa Petrozzi)

Dopo gli episodi di Debora e di Gedeone il Tabor ritorna nella storia con una serie di battaglie, che iniziano nel periodo ellenistico.

Alessandro Magno. aveva conquistato la Palestina nel 333 a.C. vincendo i Persiani alla battaglia di Isso. Alla sua morte, avvenuta dieci anni dopo, l’impero macedone fu tormentato da un lungo periodo di guerre fra i diadochi, che si concluse verso il 301 a.C. Allora a Tolomeo fu confermato il possesso dell’Egitto e della Palestina ed a Seleuco venne assegnata la Siria. Antioco III di Siria, nel corso di una guerra contro Tolomeo IV di Egitto, entrò nel territorio del rivale e nel 218 a.C., scendendo da nord, si diresse verso Filoteria e poi, verso Beisan. Di là - superati i monti - marciò in direzione di Atabyrion. Polibio, che narra gli avvenimenti della spedizione, dice che Atabyrion era una città su un monte conico alto più di 15 stadi (ca 3 km). Sul monte gli Egiziani potevano senz’altro aver costruito delle fortificazioni come faranno in seguito Flavio Giuseppe e i Saraceni. C’è tuttavia un particolare in Polibio che distoglie dal Tabor: “superati i monti”. Sulla strada da Beisan al Tabor non ci sono montagne da valicare, a meno che Antioco III, lasciate le strade in pianura, abbia ritenuto opportuno far salire i suoi uomini sul Piccolo Hermon, per poi farli scendere immediatamente,

Comunque, Polibio riferisce la presa di Atabyrion. Antioco III provocò i difensori della città e poi, quando questi reagirono, simulò una ritirata. Gli Egiziani caddero nella trappola: mentre lo inseguivano, furono attaccati dai Siriani che si erano appostati lungo il cammino e subirono forti perdite. Lasciato un presidio nella città, Antioco III attraversò il Giordano e conquistò Pella, Camus e Gefrus. La guerra continuò fra Antioco III e Tolomeo V e terminò nel 198 a.C. con la battaglia di Panion che vide vincitori i Siriani. Strabone 2 e Flavio Giuseppe parlano della guerra ma non accennano alla presa della città di Atabyrion.

Alessandro Janneo, fiero discendente dei Maccabei, continuando la guerra di indipendenza contro i Siriani, verso il 100 a.C. conquistò anche il monte Atabyrion e annesse la regione al regno asmoneo di Giuda.

La Galilea passò quindi in mani romane. Mentre il proconsole Gabinio era in Egitto, nel 55 a.C. un altro Asmoneo, Alessandro figlio di Aristobulo, si impossessò del potere e, percorrendo il paese alla testa di un grosso esercito, uccideva tutti i Romani che incontrava. Gabinio lasciò in fretta l’Egitto, tramite Antipatro persuase una parte dei Giudei a sottomettersi ma non potè fermare Alessandro. Questi, con 30.000 uomini, marciò contro Gabinio e ingaggiò battaglia presso il Tabor. La fortuna gli fu contraria: 10.000 Giudei caddero e gli altri si dispersero scappando.

Si arriva quindi alla prima Guerra Giudaica. Il comandante della Galilea Flavio Giuseppe, prevedendo che i Romani avrebbero attaccato anzi tutto la sua regione, fortificò le città di Jotapata, Bersabe, Selame, Cafareccio, Japha, Segov, Tarichea e Tiberiade nonché il monte chiamato Atabyrion o Tabor. Sul Tabor trovarono scampo dei Galilei. Lo storico dice: Quei Galilei, che dopo la conquista di Jotapata si erano ribellati ai Romani, si sottomisero quando quelli di Tarichea furono debellati; cosicché i Romani si impadronirono di tutti i castelli e di tutte le città, ad eccezione di Giscala e di quelli che avevano occupato il monte Itabyrion.

Sul monte, accessibile a mala pena dal declivio occidentale, Flavio Giuseppe fece alzare in soli 40 giorni un muro lungo 26 stadi che abbracciava tutta la sommità pianeggiante. Per poter compiere l’opera Flavio Giuseppe fece portare dalla pianura non soltanto i materiali occorrenti ma anche l’acqua, giacché quelli che vi si trovavano avevano soltanto acqua piovana. Nel 66 d.C. il generale romano Vespasiano, si occupò di coloro che si erano impadroniti del monte e mandò il suo tribuno Placido con 600 cavalleggeri. Placido agì come aveva fatto Antioco III. Quando i Giudei iniziarono a combattere, egli finse di scappare e, arrivato in pianura, fece intervenire la cavalleria. Le perdite da parte giudea furono ingenti; molti superstiti fuggirono verso Gerusalemme e quelli che restarono consegnarono se stessi e il monte a Placido.

  Tabor InizioAltri Santuari  


 

Please fill in our Guest book form - Thank you for supporting us!
Created/Updated July , 2005 at 18:22:04 by John Abela ofm ,E. Alliata, E. Bermejo, Marina Mordin
Web site uses Javascript and CSS stylesheets - Space by courtesy of Christus Rex

© The Franciscans of the Holy Land and Malta

cyber logo footer