Tabor logo

© franciscan cyberspot


MENU
  * Inizio
  * Vangelo
  * Trasfig. 1
  * Trasfig. 2
  * Trasfig. 3
  * Mc 9,2-10 A
  * Mc 9,2-10 B
  * Montagna
  * Emir
  * Documento
  * Preistoria
  * Pagani
  * Antico Test.
  * Rabbini
  * Greci
  * Romani
  * Crociati
  * Post-Croc.
  * Francescani
  * Esplorazione
  * Santuari
  * Nuovo
  * Oggi
  * Conclusione
  * Immagini 1
  * Immagini 2
  * Immagini 3
  * Immagini 4

I FRANCESCANI NEGLI ANNI PIÙ RECENTI

(Teresa Petrozzi)

Dopo la costruzione della nuova chiesa, altri tre studiosi si interessarono delle rovine e due di essi tracciarono piantine. La prima pianta, di p. Antonio Gassi (1925), riprende quella di Meistermann. L’altra, di EnIart (1928), riguarda soltanto l’edificio crociato. Secondo Enlart i Crociati non ricostruirono sulle fondazioni bizantine, ma rettificarono l’orientamento della chiesa, come dimostra il fonte battesimale bizantino che è posto di sbiego rispetto al muro sud. Per questo esperto, le strutture restanti della cripta e dei muri sarebbero del XII sec.; le cappelle di Mosè e di Elia avrebbero fiancheggiato la facciata, formando probabilmente le base di due torri. Il terzo esperto, Ovadia (1970), datò la prima basilica al IV-V sec.

Realizzato finalmente il sogno della nuova basilica, i Francescani rimodernarono la Casa Nova e quindi pensarono all’attuazione di un nuovo progetto: un seminario di lettere e di filosofia. A tal fine alzarono di un piano il convento e là ospitarono gli studenti dal 1931 al 1940. La seconda Guerra Mondiale mise fine all’iniziativa quando i Francescani di nazionalità italiana e tedesca furono internati ad Emmaus-Qubeibeh. Dal 1942 al 1944 la cima del monte servì da campo di addestramento per soldati polacchi. Nel dopo guerra la vecchia Casa Nova fu chiusa ed ai pellegrini venne riservata l’ala che aveva ospitato i seminaristi. Per motivi sconosciuti, nel 1955 venne alzata a nord della porta di Casa Nova una torretta di stile medioevale, merlata e grigia.

Nel 1955 fu anche fatta un’altra scoperta. A nord della basilica, sotto il pavimento della sala capitolare del monastero benedettino, p. Antonio Berardi individuò una grotticella naturale con ingresso verso est. Interessante era una rosa di intonaco bianchissimo stesa con molta cura quasi al centro della volta. Sulle pareti si notavano quattro monogrammi, una croce a quattro punti e i resti di una iscrizione in greco, con firma dello scrivente, risalente con ogni probabilità al VI sec. Attualmente la grotta non è accessibile.

Nell’estate del 1961 fu installata un pompa elettrica che, sollevando l’acqua da una sorgente al piede sud del monte, liberava la comunità francescana dalla schiavitù delle cisterne.

L’ultimo avvenimento memorabile nella storia del Tabor è stata la visita di papa Paolo VI, il quale durante il pellegrinaggio in Terra Santa salì al monte nel pomeriggio del 5 gennaio 1964. Accolto dal superiore p. Ludovico Cigliano e dalla comunità francescana, Paolo VI pregò a lungo in ginocchio nella basilica della Trasfigurazione. Finita la meditazione, Sua Santità fu accompagnato a Casa Nova: dal terrazzo egli ammirò la valle di Esdrelon, illuminata dalla luce radente del sole che calava dietro la catena del Carmelo.

  Tabor InizioAltri Santuari  


 

Please fill in our Guest book form - Thank you for supporting us!
Created/Updated July , 2005 at 18:22:04 by John Abela ofm ,E. Alliata, E. Bermejo, Marina Mordin
Web site uses Javascript and CSS stylesheets - Space by courtesy of Christus Rex

© The Franciscans of the Holy Land and Malta

cyber logo footer