© franciscan cyberspot


 MENU
  * Principale
  * Introduzione
  * Sacra Scrittura
  * Storia
  * Basilica
  * Oggi
  * Grotta
  * Girolamo
  * Campo pastori
  * Immagini
  * Immagini 1
  * Immagini 2
  * Immagini 3
  * Immagini 4

 SINTESI
  * Italiano
  * Francais
  * Portugues
  * Español
  * Deutsch

 CELEBRAZIONI DI NATALE
  * Catholic 1
  * Catholic 2
  * Orthodox
  * Christians
 MESSAGGI
  * Patriarcas
  * Custodio
  ARTICOLI
  * Liturgia
  * Franciscanos
  * Reflexiones
  * Immagini

BETLEMME NELLA STORIA

  
Betlemme ha una storia comune a tutto il mondo, a tutte le città: nel corso dei secoli non ha nemmeno essa goduto di molta pace. Oggi il luogo di nascita del Salvatore è una modesta cittadina. Nulla di splendido, in questo luogo prescelto dal Signore, tanto che potremmo parafrasare Michea e dire: "E tu Betlemme, terra di Giuda, sei solamente uno dei capoluoghi palestinesi, malgrado da te sia uscito il condottiero del popolo dei credenti".

La Palestina, che sotto Erode il Grande (37-4 a.C.) era un unico stato sovrano, seppure vassallo di Roma, alla morte di questi fu spezzettata in varie tetrarchie, dato che Augusto aveva abolito la dignità regia. Nel 6 d.C., sotto il nome di Giudea, venne incorporata nella provincia imperiale di Siria, con un procuratore residente a Cesarea Marittima, il quale rispondeva direttamente all'imperatore. Varie legioni furono inviate a presidiarla, tra cui la Legio X Fretensis, di stanza a Gerusalemme.

Scampata alla sorte inflitta da Tito a Gerusalemme nel 70, la cittadina subì peraltro la violenza di Adriano, provocato dalla seconda rivolta giudaica, quella di Bar Cosheba, che dal 132 al 135 aveva duramente impegnato i Romani.

Adriano, con astuto calcolo politico, profanò la santità del luogo e fece piantare sopra la grotta della Natività un bosco sacro a Tammuz-Adone, così come aveva fatto alzare a Gerusalemme, sui luoghi della Risurrezione, le statue di Venere e di Giove. A quei tempi, essendo stati banditi gli Ebrei, la popolazione betlemita poteva contare molti pagani disposti a continuare riti agresti già comuni in Oriente: luoghi di culto sincretistico si trovavano anche altrove, per esempio a Mambre. I Cristiani provenienti dal Giudaismo, i Giudeo-cristiani, erano in minoranza e non potevano certo opporsi agli ordini dell'imperatore. La Palestina, quindi, fu ufficialmente pagana, come tutto il mondo romano, fino al 313, anno in cui Costantino proclamò la libertà di culto.

Nel 324 Elena, madre di Costantino, visitò la Terra Santa. Nel 325, sollecitato dal Vescovo di Gerusalemme S. Macario, con il quale si era incontrato in occasione del primo Concilio ecumenico di Nicea, Costantino destinò cospicui fondi anche alla costruzione di una chiesa nel luogo della Natività. Le tradizioni cristiane, gelosamente custodite dai Giudeo-cristiani, erano talmente radicate e chiare che non ci furono problemi per la localizzazione del sito. I lavori poterono essere iniziati l'anno seguente.

Betlemme divenne ben presto. un centro importantissimo di vita monastica: nel 384 arrivò S. Girolamo e vi si stabilì. Egli visse qui per 36 anni, macerandosi nella più dura penitenza, prendendo parte attivissima nelle dispute teologiche contro gli eretici, e dedicandosi all'immane lavoro, affidatogli da papa S. Damaso, di revisionare le vecchie traduzioni latine della Bibbia e di produrre una nuova versione basata sui testi originali ebraici e greci (traduzione detta Vulgata).

Nel 386 si trasferì a Betlemme Paola, matrona romana della stirpe dei Gracchi e degli Scipioni, seguita dalla figlia Eustochio e, in seguito, da molte patrizie delle migliori famiglie di Roma. Paola dedicò il suo ingente patrimonio alla erezione di due monasteri (uno per S. Girolamo ed i suoi seguaci, l'altro per sé e le consorelle), e di un ospizio per i pellegrini. S. Girolamo fu il venerato capo spirituale di tutte quelle anime che in Betlemme cercavano di vivere in umiltà, riscaldate dalla luce divina.

Nel 420, alla morte di S. Girolamo, fu forse nominato superiore un discepolo del grande scritturista, Eusebio da Cremona. Sfortunatamente questi morì dopo soli due anni e la vita monastica di Betlemme non sopravvisse a lungo.

Quando l'Impero Romano fu diviso fra Oriente ed Occidente (395), la Palestina dipese dall'Oriente. Dopo la presa di Roma da parte dei Visigoti di Alarico (410), si ebbe un massiccio afflusso di profughi in tutto l'Oriente. Molti si rifugiarono a Betlemme, tanto che S. Girolamo si trovò nell'impossibilità di aiutare tutti.

Nel 529 i Samaritani di Naplus, durante una rivolta contro i Cristiani di Bisanzio, poterono agevolmente predare Betlemme, le cui mura diroccate non servivano più da baluardo. Nel 531, su richiesta di S. Saba, inviato dal Patriarca di Gerusalemme, l'imperatore Giustiniano fece erigere una nuova cerchia di mura, a difesa contro gli assalti dei predoni, arricchì la cittadina di chiese e di monasteri e ricostruì la basilica.

Nel 614 arrivarono i Persiani di Cosroe II, in lotta contro i Bizantini, e furono accolti favorevolmente dai Giudei, animati da spirito di avversione contro il Cristianesimo che trionfava. Pur avendo messo a ferro e a fuoco Gerusalemme e dintorni, i Persiani risparmiarono la nostra città. Furono distolti dai loro propositi vandalici da un mosaico della basilica della Natività, che raffigurava i Magi, vestiti alla foggia persiana, venuti ad adorare il Bambino. Non sappiamo con precisione dove si trovasse questo mosaico, dato che mancano descrizioni sistematiche della basilica antica. E' probabile che ornasse la parte superiore della facciata. Soltanto nel 629 l'imperatore Eraclio liberò l'Impero d'Oriente da questi invasori e riconquistò la Palestina.

Nel 637 si ebbero nuovi padroni: gli Arabi musulmani dilagarono nella regione. Per la prima volta dopo tre secoli, a Betlemme non venne celebrato il Natale. Nel 638 il califfo Omar, sconfitti definitivamente i Bizantini, occupò anche Gerusalemme, il cui nome divenne el-Quds, la Santa. Egli andò a pregare nella basilica della Natività, instaurò una politica di tolleranza e garantì al Patriarca Sofronio l'integrità della chiesa. La convivenza tra Cristiani e Musulmani fu sopportabile: i Musulmani avevano diritto di pregare nell'abside sud, convenientemente rivolta verso la Mecca, ed i Cristiani curavano la manutenzione dell'edificio. Questa vita cultuale in comune non è sorprendente: i Maomettani rispettano il Cristo come profeta e venerano la Vergine Maria. Ancora oggi può capitare di incontrare nella basilica pellegrini musulmani che, dopo aver visitato Hebron e Gerusalemme, sostano in preghiera nel luogo della nascita di Gesù. Inoltre i Musulmani veneravano la basilica perché ritenevano che nei pressi fossero sepolti David e Salomone.

Tuttavia, la conquista araba causò una rarefazione nella vita religiosa cristiana di Betlemme. Mentre al tempo di Giustiniano esistevano almeno sei conventi, il censimento dei monasteri di Terra Santa, fatto fare nell'808 da Carlo Magno, (Commemoratorium de casis Dei), registrò a Betlemme appena 17 religiosi fra sacerdoti, monaci, chierici e stiliti.

La politica di tolleranza fu mantenuta dai successori di Omar fino al 1009, anno in cui il fanatico califfo egiziano el-Hakim, il distruttore del S. Sepolcro, scatenò una vera persecuzione contro i Cristiani. Betlemme fu anche allora risparmiata perché el-Hakim, secondo alcuni, venne fermato da un intervento miracoloso. Ma, secondo altri, fu il suo desiderio di continuare a ricevere i tributi, che i Cristiani pagavano fin dal tempo di Omar, quello che salvò la basilica.

Nel 1099 Betlemme non potè sfuggire alla furia dei Musulmani, che la devastarono mentre l'esercito crociato si avvicinava. I Betlemiti, temendo che anche la basilica venisse distrutta, come le altre chiese, inviarono messi a Goffredo di Buglione, acquartierato ad Emmaus, invitandolo a prendere possesso della città. Goffredo inviò Tancredi, con una centuria di cavalieri e ben presto la bandiera crociata fu alzata sulla basilica, tra il giubilo di tutti i cristiani. Nel 1100 Baldovino, primo re di Gerusalemme, fu incoronato dal Patriarca, la notte di Natale, proprio in quella chiesa e nel 1122 Baldovino II vi ricevette a sua volta la corona. Essi evitarono così lo scandalo di ricevere una corona temporale nella città dove il Cristo era stato incoronato di spine.

La conquista dei Crociati apri un nuovo capitolo nella storia di Betlemme. Essi ricostruirono la cittadina e ne fecero una rocca fortificata. Fondarono anche un monastero per i canonici di S. Agostino, incaricati del servizio liturgico in latino. La basilica, nella gerarchia della Chiesa bizantina, non aveva goduto di particolare preminenza: era stata soltanto una parrocchia della diocesi patriarcale di Gerusalemme. Nel 1110 il re crociato ottenne da papa Pasquale II che la città fosse eretta a sede episcopale. La diocesi ebbe, per altro, vita breve ed in seguito divenne una sede titolare.

Nel 1165-69, a cura dell'imperatore di Costantinopoli Manuele Porfirogeneto Comneno, del re crociato Amaury e del vescovo di Betlemme Raoul, la basilica venne restaurata ed ornata. I vecchi e consunti marmi del pavimento furono sostituiti con nuove lastre ed il tetto fu rifatto con legno di cedro e copertura di piombo; i muri laterali furono rivestiti di marmo bianco; la parte alta della navata centrale fu coperta di mosaici; la vela della grotta della Natività fu arricchita di mosaici policromi e dorati, alcuni composti di tessere di vetro e di madreperla.

Nel 1187, dopo la sconfitta di Hattin, i Crociati si ritirarono e Betlemme, come quasi tutte le altre città del regno crociato, fu presa da Saladino. Nel 1192, su richiesta di Umberto Walter, vescovo di Salisbury e ambasciatore di Riccardo Cuor di Leone, il culto latino venne ripreso, dietro pagamento di tributi da parte dei fedeli.

Grazie a due tregue (la prima stipulata dall'imperatore Federico II con il sultano d'Egitto Melek el-Kamel, la seconda dal re di Navarra con il sultano di Damasco), Betlemme ritornò in mano cristiana dal 1229 al 1244. 1 canonici di S. Agostino poterono riprendere la loro sede e la basilica fu di nuovo aperta al mondo cristiano.

Nel 1244 intervennero le orde dei turchi Khuwarizmi, che sconfissero sia i Crociati che il sultano di Damasco. Quando i Khuwarizmi, dopo pochi anni, si ritirarono, le sorti della Palestina non migliorarono sotto i sultani egiziani mamelucchi. A Betlemme i Cristiani furono espulsi e le mura nuovamente abbattute (1266) per ordine di Baibars. L'ostracismo ai Cristiani durò, peraltro, poco ed i pellegrinaggi furono riammessi. Continuava la politica, sfruttata ampiamente in seguito anche dagli Ottomani, di valersi dei Luoghi Santi a pro' delle casse dello Stato e delle tasche dei singoli. I canonici di S. Agostino non sopravvissero a questo ulteriore esilio.

Il regno crociato finì nel 1291, e la Palestina restò, con la Siria, sotto il dominio dei Mamelucchi, servi del sultano, di sangue circasso e turco, che erano saliti al potere in Egitto nel 1252.

Agli inizi del XIII sec. erano arrivati in Terra Santa i primi missionari francescani. Durante tutto il periodo delle Crociate essi, quali cappellani e consiglieri, sostennero spiritualmente i combattenti. Durante i periodi successivi pagarono parecchi scotti di sangue. Nel 1333 i 'frati della corda' erano già al Cenacolo; dal 1335 al 1337 essi acquistarono il territorio su cui sorgevano il Cenacolo ed il S. Sepolcro; il 21 novembre 1342, Clemente VI, con le bolle Gratias agimus e Nuper carissime, riconobbe loro la custodia dei Luoghi Santi (Bullarium Franciscanum, Roma 1902). Nel 1347 essi si stabilirono definitivamente a Betlemme, dove erano stati attivi già da qualche tempo, e subentrarono legalmente nella officiatura della basilica.

Alla fine del XV sec. esisteva ancora la cinta muraria rinforzata da due torrioni, uno posto ad Ovest, sulla sommità della collina, l'altro in vicinanza, delle basilica. Selim I di Costantinopoli, che nel 1517 aveva tolto la Palestina ai Mamelucchi d'Egitto, fece abbattere tutto e colmare i fossati. Nel XVI sec. Betlemme era ridotta ad un villaggetto desolato. Il pellegrino Zuallart (Il devotissimo viaggio a Gerusalemme, Roma 1586), riferisce: "(restano) forse alcune casette dove abitano certi poveri Mori, vivendo di quel poco che, lavorando e assassinando i pellegrini, s'acquistano; fra i quali sono anco alcuni christiani Soriani, i quali quasi tutti parlano un poco Italiano, ch'essi chiamano Franco".

I Turchi, infatti, avevano cominciato con buone intenzioni, preoccupandosi di dare una sana amministrazione al paese, e promuovendo un programma di ricostruzioni (si ricordi Solimano il Magnifico che nel 1539-1542 fece risorgere le mura di Gerusalemme, quelle mura che noi ancora oggi ammiriamo). E avevano continuato con male azioni, sfruttando e depredando la regione, tanto da ridurla a vera miseria. Betlemme fu, per 400 anni, una delle tante vittime del malgoverno turco ed in più, a partire dal XVI sec., soffri l'amarezza delle lotte sanguinose fra Latini e Greci per l'egemonia sulla basilica della Natività.

Sin dal 1347 i Padri Francescani avevano ottenuto dal sultano il possesso della grotta; susseguentemente anche quello di usare la basilica e di provvedere alla sua manutenzione. P. Gerardo Calveti, Guardiano del Monte Sion, alla fine del 1300 aveva fatto un viaggio in Europa per sollecitare l'intervento dei principi a favore dei restauri del Santuario. Nel 1479 il P. Guardiano Giovanni Tomacelli aveva persuaso Filippo il Buono di Borgogna ed Edoardo IV di Inghilterra a provvedere al rifacimento del tetto.

Questi fatti, a parte l'esistenza dei numerosi firmani dei sultani, confermavano i diritti dei Latini. Ma nel XVI sec., causa l'avidità dei pascià e dei bey, i Greci molto spesso riuscirono a ricomperare quanto i Francescani avevano già comperato: alcuni Luoghi Santi vennero ceduti alternativamente agli uni ed agli altri svariate volte.

Inoltre, il destino dei Frati Minori era influenzato dalle guerre fra gli Ottomani e le Repubbliche Marinare. Ad esempio, nel 1537 Solimano II, quasi a rappresaglia perché Genova gli aveva distrutto la flotta, imprigionò i Francescani di Gerusalemme e di Betlemme nella Torre di David e poi li deportò a Damasco, trattenendoli per tre anni. Le sorti dei Padri caddero a zero quando gli Ottomani sconfissero la Serenissima (1669) e si alzarono quindi le sorti dei Greci, che vennero autorizzati a prendere possesso della basilica e della grotta della Natività.

Nel 1690 i Latini ottennero di nuovo la grotta e nel 1717 sostituirono la stella che segnava il luogo della nascita di nostro Signore, ormai consunta, con una stella nuova che recava l'iscrizione latina 'Hic de Virgine Maria Jesus Christus natus est'. Nel 1757 i Greci si impossessarono della basilica e dell'altare della Natività e nel 1847 fecero sparire la stella che affermava i diritti dei Latini. Grazie all'intervento del Governo Francese presso la Sublime Porta, nel 1853 un'altra stella latina fu collocata nella grotta, sotto la mensa dell'altare. L'originale della stella pare fosse nascosto nel convento greco di Mar Saba dove, secondo un giornalista ebreo, si trovava ancora pochi anni prima del 1949. In seguito furono spesso fatti tentativi per staccare nuovamente la stella e anche nel 1950 furono asportati dei chiodi.

Diremo soltanto che della basilica sono comproprietarie le tre comunità (Latina, Greco ortodossa ed Armena ortodossa). I Greci orotodossi hanno diritto di celebrare al loro altare e così pure gli Armeni ortodossi. Nella grotta della Natività i Latini sono proprietari di una scala, del presepio, della volta, delle pareti lunghe e del pavimento ed hanno diritto di celebrare la Messa all'altare dei Magi. I Greci ortodossi possiedono l'absidina della Natività dove celebrano la Messa. Questo diritto è condiviso con gli Armeni ortodossi. I Siriani ortodossi possono entrare in forma ufficiale nella basilica due volte l'anno (Natale e Pasqua) e i Copti ortodossi una volta l'anno (Natale).

Tre sono le chiavi che aprono e chiudono la porticina della basilica: ogni comunità ne detiene una. Il diritto che i Greci ortodossi hanno di aprire e chiudere materialmente tale porticina può essere esercitato, la mattina e la sera, al suono della campana latina che annuncia l'Angelus.

Intanto, gli Armeni ortodossi tra il 1810 ed il 1829, erano riusciti a stabilirsi nella basilica e ad impossessarsi del braccio nord del transetto.

Il 25 aprile 1873 si ebbe un ulteriore, violento attacco da parte dei Greci ortodossi, che ferirono otto padri Francescani e saccheggiarono la grotta della Natività, depredandola di tutti gli arredi. A seguito di ciò, il sultano ordinò che una sentinella vegliasse continuamente sulla pace nella grotta della Natività, ma gli attacchi greci continuarono e altri Frati Minori vennero colpiti e feriti. Neanche la sentinella della Potenza Mandataria servì a molto: nel 1928 le violenze furono ripetute.

Oggi la situazione si presenta cambiata, i rapporti sono cordiali ed un certo spirito di collaborazione facilita la convivenza delle tre Comunità.

Riprendendo il filo cronologico, ci troviamo, dopo i secoli turchi, al 1831. In Egitto era salito al potere un albanese, Mohammed Ali, che aveva combattuto contro Napoleone come bin-bashi, maggiore, dei bashibozuq, truppe irregolari turche. Uomo di stato, oltre che coraggioso soldato, egli era diventato governatore ma desiderava fare dell'Egitto uno stato indipendente da Costantinopoli. Mosse guerra, quindi, contro la Turchia e, durante una campagna, inviò in Palestina un esercito di 30.000 uomini al comando del figlio, Ibrahim. Pascià. Dal 1831, per dieci anni, la regione fu in mano egiziana. I Cristiani espulsero da Betlemme i Musulmani e nel 1834 Ibrahim Pascià, per punire questi ultimi delle continue azioni di brigantaggio, ordinò la distruzione del loro quartiere. Da allora, la popolazione di Betlemme è stata prevalentemente cristiana.

Tornata in mano turca nel 1841, passata sotto il Mandato britannico, come tutta la Palestina, dal 1917 al 1948, e sotto il regno Hashemita di Giordania dal 1948 al 1967, Betlemme rientrò nei territori occupati da Israele a seguito degli avvenimenti del giugno 1967. Si trova oggi affidata all'Autorità Palestinese.

  Betlemme Menu Altri Santuari  



 

Please fill in our Guest book form - Thank you for supporting us!
Created / Updated November, 2005by John Abela ofm ,E.Bermejo, E.Alliata, A.Alba, Marina Mordin
Web site uses Javascript and CSS stylesheets - Space by courtesy of Christus Rex
logo

cyber logo footer